Noemi vola a Londra per riportarci indietro il suo cuore. La recensione di Fabio Fiume

NoemiPer far capire cosa si pensa realmente di un disco, a volte è necessario partire dalla fine e cioè dal voto sintetico, che nel caso di “Made in London”, ultima fatica discografica di Noemi, è un inesorabile quanto piacevole Otto! E si fa prima a dire perché non di più; semplice, perchè la nostra, cambiati domicilio e parte dei collaboratori, ha intrapreso una strada personale di scrittura non sempre felice a livello dei testi. Basti pensare ad esempio a quello del brano sanremese “Bagnati dal sole”, che seppur validissimo esempio di contemporaneità pop, l’avrebbe potuto scrivere anche un filippino trapiantato in Italia da un’ora e mezza. E non è l’unico brano di certo per cui vale questa prerogativa.Cosa ci piace allora? Il grandissimo respiro internazionale che hanno tutti, ma proprio tutti gli arrangiamenti, le melodie sviluppate su accordi semplici rese particolari da innesti di cori, elettronica, programmazioni, lavori sulle basi che non appaiono mai scarne, sempre interessanti anche a secondi e terzi ascolti, tra cui scorgi cose che magari ti erano passate inosservate la volta precedente. Persino il brano “Un uomo è un albero”, bocciata in quel di Sanremo anche da noi con un’insufficienza grave, adesso recupera terreno e non ci pare così pessima. Solo gli stupidi non si ricredono. “Acciaio” è un’apertura di grande impatto, seguita da “Sempre in viaggio” in cui la voce di Noemi è così dentro al pezzo, bella, sporca, come il tiro del brano ed al tempo stesso fuori, quasi poggiata, tanto da farci indurre nel pensiero che una tale voce potrebbe essere usata come sampler per composizioni di artisti quali Moby, ad esempio. Cosa ha “Don’t get me wrong” meno di una produzione di Mark Ronson, guru d’oltre manica? E poi l’italianità della sempre sorridente artista viene fuori in “Per cosa vivere” che Sanremo lo avrebbe sbancato, pur rimanendo fuori dalla concezione di “brano sanremese”. La voce mai come in questo lavoro offre spunti blues tirati, apparendo a perfetto agio con una proposta musicale meno prevedibile, pur se meno immediata. “Made in London” è insomma un disco che può avere davvero vita lunga, al di là degli episodi promozionali; è il disco che finalmente ci mostra il cuore di Noemi che certifica con esso il motivo della conquista di un posto centrale tra le voci femminili della musica italiana.

Annunci

Un pensiero su “Noemi vola a Londra per riportarci indietro il suo cuore. La recensione di Fabio Fiume

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...