Moreno: La faccia buona del rap. La recensione di Fabio Fiume

Un pulcino piccolo e spaventato, altro che lo spavaldo cattura pubblico che corre sul palco, tiene scena e catalizza attenzioni, che abbiamo potuto ammirare vincente sul palcoscenico di Amici. Stiamo parlando di Moreno, il rapper che ha sdoganato in programmi pop la figura dei rappers, sbancando il più longevo dei talent e facendo apparire nuovo uno stile che, dal finire degli anni 80, ha invece già ampiamente conquistato il mondo ed in parte, soprattutto negli ultimi anni, anche l’Italia. E come potrebbe non essere impaurito? Moreno da Genova, ma con sangue partenopeo nelle vene, si è trovato ad attenderlo alla presentazione del disco “Stecca”, nella sede Feltrinelli Express di Napoli ben 1500 persone urlanti e festanti, alcune delle quali in attesa, dicono gli agenti di sicurezza del megastore, dalle sette di mattina, il tutto per una foto, una firma sul cd, tra l’altro esauritissimo già prima dell’evento (e parliamo di 1000 copie disponibili) o al massimo un sorriso. E’la prima tappa promozionale “on the street” per Moreno, dopo essere stato nella bolla protettiva di Amici per mesi, sotto gli scudi di Maria De Filippi & company; e si adesso tocca a lui! Lo sguardo intimorito trova pace però quando, lasciata anche la sicurezza, corre ad abbracciare probabilmente uno zio, accorso per vederlo; un gesto che poi ricongiunge agli occhi di chi lo osserva come noi, la fresca star da primo posto alla persona, il rapper scafato e spavaldo al ragazzotto stretto tra le braccia dello zio. Pochi attimi concessi a noi poveri miserrimi accorsi per qualche domanda, giusto il tempo di comunicargli che le agenzie hanno appena battuto la notizia del suo ritorno al n°1 in classifica, con l’assegnazione del primo disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute ( siamo a 35.000 ed oltre in realtà ). Sembra nemmeno crederci Moreno che mi guarda con aria grata come se quel premio glielo stessi assegnando io, che invece posso solo limitarmi a dire che “Stecca” è un disco d’esordio che quel premio lo merita tutto sommato, che mostra la parte buona del rap, rendendolo possibile, esentando i testi da parolacce talvolta gratuite, ma non dal mostrare la sagacia comprovata, lo sguardo vigile su ciò che accade, alla matrice in genere dello stile. “Che confusione”, il primo singolo, ironizza sui politici che scelgono “eve col pomo d’Adamo” , mentre “Piccole cose” esorta a trovare il bello nelle cose più semplici, quelle che definiamo piccole, ma senza le quali siamo niente. “Sapore d’estate” si candida a successivo tormentone, quello adatto alla stagione che troppo abbiamo atteso quest’anno, mentre in “La distanza” interviene la vocalist Simona Barbieri che, per timbro, ricorda moltissimo Paola Iezzi, del celeberrimo duo Paola & Chiara, con cui Moreno ha anche duettato all’interno di “Giungla” il loro album in uscita. Il tutto con la benedizione di Fabri Fibra, che qui scrive, realizza le seconde voci e supervisiona il tutto, mettendoci la faccia e le partecipazioni di Clementino, altra stella dell’hip pop campano e Pico Rama, figlio capelluto e raggamuffin’ di Enrico Ruggeri. “Stecca” è di sicuro una partenza e non si pretendeva il miracolo, però con esso Moreno riesce nell’impervia manovra di mostrare che il rap ha anche una faccia pulita e cosa non da poco, aiuta gli adolescenti a far capire a mammà e papà questo stile a loro generazionalmente lontano, avvicinandoli. Certo, senza parolacce è più facile, no?
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Fabio Fiume

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