Niccolò Fabi – Ecco! Un titolo che vale tutto un album

 

Ecco! E la recensione potrebbe pure finire qui! Ecco, è un termine che dice proprio tutto, è quella soddisfazione che si prova quando si finisce qualcosa di cui si è contenti, è quel termine che si utilizza quando mostri qualcosa a qualcuno con la faccia della fierezza, sapendo che il risultato sarà quanto meno di attenzione. “Ecco” è il titolo del nuovo disco di Niccolò Fabi, che tutte queste sensazioni elencate pocanzi le comunica senza ombra di dubbio e che quindi mai come titolo poteva essere più giusto. Si tratta sicuramente del miglior disco del cantautore romano, che per realizzarlo si è circondato degli amici di sempre, di quelli che suonavano insieme nei garage e nelle cantine, di quelli che la fama è solo un contorno per continuare a fare musica senza bastoni tra le ruote; tra di essi Roberto Angelini ed anche se non figura nei crediti del disco Pier Cortese, ben presente invece nei live.  “Ecco” la fama a Niccolò Fabi gliel’ha resa tutta, facendolo volare tra i dischi più venduti per diverse settimane. E come poteva essere altrimenti? Fermatevi un momento ed ascoltate questi 50 minuti scarsi di musica, leggete tra le righe di questi testi veritieri, capaci di regalare un pensiero profondo senza finire nella pesantezza, su armonizzazioni che suonano familiari eppure non scontate, quasi come un quartiere in cui fai ritorno dopo anni e lo senti come casa, pur riconoscendo ogni singolo cambiamento. Molti dei pezzi in “Ecco” partono stranamente con l’inciso, come la bellissima “Elementare”, brano migliore tra i migliori, dove il bellissimo testo in cui “Il futuro ti è alle spalle ed è il passato che ti sta davanti” è poggiato su un arrangiamento lineare tutto chitarra ed armonizzazioni delicate di archi. Il singolo di apertura “Una buona idea” è un efficiente spaccato sulla vita di noi italiani, sulle disillusioni, su ciò che avevamo non più di un decennio fa e che ci è stato tolto da una vita sociale e nazionale volta al basso in cui anche una buona idea, per l’appunto, sarebbe sufficiente a farci stare meglio. Ci si sente molto italiani ascoltando questo pezzo di Fabi, senza tuttavia rinunciare alla forma canzone, a quel pop che ti entra in testa e che difficilmente scordi; ed è questa la cosa più ardua da fare, in cui Niccolò ha fatto decisamente centro. Il tema dei ricordi dal passato tornano fortissimi anche ne’ “I cerchi di gesso”, più corale come brano, mentre in “Io” c’è una sensazionale analisi in poche righe di ciò che a volte non sappiamo proprio omettere nemmeno nei nostri discorsi, ovvero l’io, che viene sempre prima di tutto. “Ecco” è pure il titolo del brano finale che apre musicalmente ad un arrangiamento ma anche ad un’interpretazione più rock. Lo volevamo proprio il ritorno di Niccolò Fabi ed un ritorno messo a segno con un disco come questo ti lascia poca argomentazione. Come detto all’inizio, bastava dire:” Ecco”!

Nove   Immagine

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