Intervista a Giuseppe Cucè, fuori col secondo album “Attraversando Saturno”

di: Fabio FiumeImmagine

Giuseppe Cucè è uno tra i giovani musicisti siciliani, maggiormente segnalato dalla critica di settore, quale fine autore e poco convenzionale artista. Proprio in queste settimane ha visto la luce il suo secondo lavoro, intitolato “Attraversando Saturno”, che arriva a festeggiare l’importante quarantesimo compleanno. Lo raggiungiamo per un’esclusiva intervista/racconto in cui cordialmente ci racconta di sè, dei suoi progetti ed anche un po’ della sua vita di tutti i giorni.

 

Saturno nell’astrologia è indicato come portatore di problemi e tu titoli il tuo album “Attraversando Saturno” . Fare musica da davvero tutti questi problemi?

 

A dire il vero, mi riferisco a Saturno come simbolo mitologico; Saturno, il Dio del tempo. Un po come dire :”Attraversare il tempo, esserne padroni e vivere attimo per attimo, senza sprecare alcun secondo”Che tutto questo poi, porti ad un grande conflitto interiore è certo, poichè essere padroni del proprio tempo non è cosa facile. Bisogna conoscere la parte più buia del proprio io profondamente e ciò che ci reca dolore. Ad esempio quando scrivo e compongo, è inevitale la sofferenza o la gioia delle emozioni che fuoriescono quando si scava profondamente e facendolo sinceramente, senza alcuna attenzione ai meccanismi di vendita, allora si che posso dire che fare musica crea molti problemi.

 

Sei al secondo lavoro dopo la buona accoglienza, soprattutto critica, di “La mela e il Serpente” del 2009. Che periodo è questo per te?

 

Per certi versi è un periodo buono, mentre per altri no. Sento molto la fatica nel fare musica da indipendente,  senza alcun supporto promozionale e discografico, però c’è la soddisfazione di raggiungere qualche buon risultato, sapendo di averlo ottenuto con le mie forze. 

 

Vieni da Catania, una città artisticamente vivissima. Quanto ti influenza in musica la tua magnifica terra?

 

Certamente la terra in cui vivo, ovvero, un’ isola che offre ogni tipo di paesaggio, dal mare meravigioso, all’imponenza del Vulcano che ci tiene un po’ sotto scacco, che da una parte sembra proteggerci, dall’altra ci minaccia costantemente con le sue eruzioni, ispira costatemente la mia musica; non potrebbe essere altrimenti

 

Dopo aver conquistato con i tuoi due lavori la critica, cosa pensi di fare per conquistare anche il pubblico?

 

Come la goccia che piano, piano buca la roccia! Sono certo che gradino dopo gradino riuscirò a conquistarmi il mio piccolo posticino al sole. Purtroppo o per fortuna i mezzi per arrivare a più gente possibile sono pochi, anche se internet offre grandi possibilità. Unica cosa bisogna star attenti  alla dispersione che genera cercando di evitare di annegare nel nulla.

 

“Attraversando Saturno” era in uscita già l’anno scorso, poi c’è stata una battuta d’arresto fino a Settembre 2012, in cui ha finalmente visto la luce. Ce ne racconti?

 

Si, questo benedetto disco doveva uscire l’autunno scorso in Francia per la stessa etichetta che aveva pubblicato il mio primo disco. Purtroppo però questa etichetta per motivi finanziari ha dovuto tagliare qualche progetto, compreso il mio e così  mi ritrovai in una selva oscura, parafrasando Dante! Mi sono dovuto rimboccare le maniche per poter completare tutto ciò che era rimasto in aria.

Alla fine sono riuscito a pubblicarlo in tempo per farmi una sorta di regalo, per il mio quarantesimo compleanno.

 

 

Cosa fa Giuseppe Cucè quando non suona?

 

 

 

Quando non suono, cerco di fare tutto quello che mi fa star bene,  dallo stare in compagnia degli amici  a leggere un buon libro o andare spesso e volentieri al cinema. Ma cosa importante quando non suono, lavoro;  mi occupo di profumeria artigianale.

 

 

Nella tua terra hai trovato anche amicizie artistiche importanti come Franco Battiato, Carmen Consoli e Mario Venuti, ma se dovessi scegliere un giovane con cui lavorare, chi catturerebbe la tua attenzione?

 

Mi piacerebbe sicuramente confrontarmi e collaborare con Erica Mou. Penso sia interessante ed affascinante il suo mondo artistico,  la sua ingenuità non casuale, il suo essere piccola donna. Si, trovo sia molto affascinante e la cosa si evince anche  nelle composizioni. lLho vista suonare dal vivo e sono stato rapito… come dagli alieni!

 

Quale è la canzone della vita di Giuseppe? Quella che avresti voluto comporre e perchè?

 

La canzone che avrei voluto comporre e che sicuramente potrei definire la canzone della mia vita è ” Io che amo solo te ” di Sergio Endrigo. Avrei proprio voluto vivere in quegli anni,  perchè penso che li risieda il patrimonio più importante della musica italiana come Tenco, Endrigo, ect ect

 

Adesso che il disco è finalmente uscito, come prosegue il viaggio musicale di Giuseppe Cucè?

 

Adesso che il disco è uscito sto lavorando con i miei musicisti alla versione live, che spero presto di presentare al mio pubblico.

 

Sei protagonista ON STAGE di CreativiNA questa settimana. Che idea ti sei fatto di quest’associazione e dell’opportunità avuta?

 

Penso che CreativiNA sia una straordinaria idea, che può sicuramente ospitare gran parte di quell’arte che passa inosservata, solo perché non supportata dai grandi media. Quindi sono onorato di essere stato ospitato per un’ intera settimana e spero possa continuare a crescere..sempre di più!!! Grazie di cuore.

 

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