“Ricreazione”, il disco con cui Malika è di tutti – Incontro con la cantante che non è più piacevole rivelazione ma certezza.

di: Fabio FiumeImmagine

Serena, leggera e sorridente, Malika Ayane, una delle nuove star dell’attuale musica italiana, si palesa a Napoli per la presentazione del suo terzo lavoro discografico, intitolato “Ricreazione”. E come potrebbe essere altrimenti? Il disco è subito volato al n° 1 della chart di Itunes, cosa questa che si rifletterà in maniera pesante sulla classifica ufficiale Fimi della settimana prossima; un album che i critici più duri hanno già promosso a pieni voti e con giusta causa, perchè “Ricreazione” è davvero un disco notevole, curato in ogni dettaglio dalla stessa cantautrice, che ha deciso pure di produrlo, persino nelle sbavature lasciate li apposta per non cancellare l’emozione e che gode della collaborazione di artisti di fama e spessore, dall’inestimabile Paolo Conte, al sempre al passo coi tempi Boosta dei Subsonica, senza tralasciare la penna delicata di Pacifico e quella meno “popolare” di Alessandro Raina. Fino a diventare promotrice di autori come The Niro, Paolo Buonvino, il giovane talentuoso Romeus ( Carmine Tundo all’anagrafe ) e Sergio Endrigo, che Malika di certo non scopre ma di cui ripesca dai cassetti della Sugar, la sua etichetta, una melodia di piano troppo emozionante per poter rinchiuderla nuovamente ad invecchiare e su cui decide di cantare una poesia di Emely Dickinson, ovvero luci ed ombre che si incontrano. E poi c’è quel singolo, quella “Tre cose” che proprio questa settimana ha conquistato l’airplay e che sembra piacere proprio a tutti, accompagnata da un video, originale, colorato, allegro e anche se in maniera sui generis pure casalingo. E di fronte alla gente accorsa numerosa alla presentazione di “Ricreazione” , Malika resta stupita; “Non credevo di battere il Napoli” , dichiara ridendo di gusto e riferendosi alla partita di coppa che da li a pochi minuti la squadra partenopea avrebbe affrontato. “Ricreazione” è un titolo emblematico per la cantante meneghina, evidenziato da una foto di copertina bellissima, un pochetto beatlesiana nell’idea, nemmeno troppo poco a dire il vero, e che è stato registrato con i musicisti di sempre, quelli che l’accompagnano dall’esordio, che ormai sono amici  con cui godersi anche i momenti di pausa come a scuola; la ricreazione per l’appunto. E poi ironizza sul nuovo colore di capelli, il biondo, che servirebbe per nascondere i capelli bianchi venuti per le nuove difficoltà da produttrice e ci racconta dell’amore che è tema principe del disco e di cui ha voluto raccontare tutte le sfaccettature, dalle farfalle allo stomaco, alla quotidianità, fino anche all’impossibilità stessa di amare con cui a volte ci si scontra. Inoltre, per il suo ritorno, Malika ci ha raccontato di quanto sia stato importante mettere l’elettronica da parte, per far si che il disco avesse lo stesso suono del live e non incappare più in persone che durante i concerti l’avvicinavano per tributarle inaspettati complimenti sul suo esser calorosa e non così algida come nelle registrazioni. Via quindi il computer si è ridotto l’uso di sequenze, sostituite da orchestrazioni ( a dire il vero sempre abbastanza presenti nei dischi dell’Ayane ), da fiati o a volte semplicemente da una chitarra, riducendo il tutto all’essenziale. Infine, prima di augurarsi di tornare subito live a Napoli, dove ha un ricordo vivido ed emozionante dell’ultimo concerto tenuto di cui dice: “Vorrei che vedeste nella mia mente per spiegarvi perchè fu così bello”, seguito da un: “Sto scocciando tutta l’organizzazione perchè non si salti Napoli nelle tappe del tour che inizio a Novembre”, mette un delicato accento sulla stupenda composizione di Tricarico, intitolata “Occasionale” a cui Malika ha lasciato la chiosa del lavoro tutto e di cui dice: ” Francesco ha una capacità di scrittura che ti spiazza, semplice ed immediata eppure capace di trafiggerti. Quando l’ho registrata , mi sono scoperta a piangere e nel vedere commossi anche i musicisti, ho deciso di tenere buona quella registrazione. Non sarei più riuscita ad emozionarmi così”. “Ricreazione” è un album maturo che rende Malika padrona del suo universo musicale, sempre sofisticato, ma da cui è riuscita ad eliminare l’apparente spocchia dei precedenti lavori e quell’effetto sbadiglio che alcuni passaggi di essi potevano scaturire. Adesso Malika è di tutti.

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