Nesli – Il primo posto in classifica bussa alla porta mentre Sanremo aspetta alla finestra.

di: Fabio Fiume

Per la serie: “Il pulcino ad un certo punto diventò cigno”! Nesli, al secolo Francesco Tarducci, oggi è uno splendido cigno della musica italiana. Molti pensano erroneamente che sia un exploit dell’ultimo periodo, ma i ben informati sanno che Francesco fa musica da oltre 10 anni ed ha sempre fatto la sua di musica, ovvero un rap con ampie concessioni alla melodia, ai ritornelli ficcanti che rendevano piacevolmente pop il progetto tutto, muovendosi dapprima tra le fila rumorose e frequentatissime del fratello Fabri Fibra, ma poi staccandosene ( pare non senza strascichi, ma poco ci importa ), per approdare con personalità alla prima fila, senza filtri e davanti al pubblico. E album dopo album, fatica e varie porte sbattute in faccia ( a causa soprattutto di quella ingombrante parentela ) è arrivato il coronamento del sogno, l’album della conferma, quel “Nesliving vol.3 – Voglio” , chiusura di una triologia denominata appunto “Nesliving”, sorta di testamento musicale, intervallata dal primo lavoro che già le classifiche le aveva trovate, seppur in posizioni di rincalzo, ovvero l’ottimo “L’amore è qui”. Anticipato sapientemente da un paio di singoli, come quasi a comunicare: “Nesli sta tornando”, alla sua uscita l’album è piombato dritto al n° 1 in classifica, cosa a cui lo stesso artista ha stentato a credere. In tanti hanno attribuito il successo anche all’enorme spottone chiamato Tiziano Ferro; il cantautore più acclamato di questi anni ha infatti ceduto per la prima volta alla voglia di cover, scegliendo proprio una composizione del giovane Tarducci, ovvero “La fine”, non lesinando complimenti e richiamando l’attenzione su questo rapper, dalle spiccatissime doti melodiche e capace di scrivere testi sintetici ma pieni, che ti toccano, che ti lacerano, o quanto meno ti fanno pensare. Si, Tiziano ha fatto il suo, ma non si può certo restringere tutto a questo, perchè Nesli ha soltanto preso a doppie mani ciò che aveva seminato con pazienza e questo “Voglio” , l’attenzione l’avrebbe meritata a prescindere. Curato nella produzione da Dj Fish ( l’ex-Sottotono che nel ruolo di produttore ha trovato un buonissimo perchè ) l’album si compone di 11 tracce più un intro, giocate tra il sempre presente ed universale amore, raccontato però con un liguaggio contemporaneo e non retorico, ( “Guarda l’amore cosa fa” ) a sguardi speranzosi nel futuro dei giovani ( “Se puoi” ). Conti col passato, ma senza rancore, emergono in brani come  ” Solamente un incubo”  in cui si recita :” Perdona padre se non sono come mi vorresti, troppo incasinato, se solo tu sapessi…”  o come in “Partirò”, secondo dei 3 singoli lanciati a beneficio delle radio, dove “Le parole hanno vita lunga, le paure hanno vita breve“. Notevoli le ballate, di quelle che probabilmente convincerebbero ancora Ferro a scegliere Francesco come autore; tra di esse “Respiro” ti lascia davvero riflettere, come le migliori ballate dell’artista pontino di cui sopra. Non solo Ferro come esempio compositivo in “Voglio”, ma anche Jovanotti ed il paragone non nasce solo dal cosidetto difetto della “zeppola”. Ascoltando infatti “Davanti agli occhi”, a nostro avviso il pezzo migliore del disco, soprattutto per continuare l’attività promozionale dopo il successo di “Ti sposerò”, ci si può imbattere in un osservatore maturo che non rinuncia al ritmo, con la grancassa che attacca nell’inciso e su cui il piedino davvero non può star fermo, proprio come nella migliore tradizione di Lorenzo Cherubini. Intanto, mentre Francesco si gode questo splendido momento e con grandissima tenerezza rivela di aver pianto di gioia al telefono con la madre, che gli ripeteva quanto fosse fiera di lui, proprio per regalare il sogno anche alla signora, pare che la sua mira prossima indichi Sanremo; i ben informati dicono che sia la prima vera firma per il prossimo Festival targato Fazio. Certo che con un disco come questo alle spalle non possiamo che dire:”Meno male”.   ImmagineOtto +         

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