Enzo Avitabile: Presentazione dell’album “Black tarantella” e la recensione di Fabio Fiume

C’era il pubblico delle grandi occasioni il 4 di Aprile alla presentazione, presso i locali Spazio di La Feltrinelli in Napoli, di “Black Tarantella”, il nuovo album che riporta sulle scene un grande artista della musica Made in Naples, ovvero Enzo Avitabile. Un disco questo di Enzo che già dal titolo e dalla track list spiega il suo contenuto; è un album sul doppio significato che a volte assumono le parole e gli atteggiamenti. “Black Tarantella”, che qualcuno potrebbe subito pensare, si rieferisca alla fusione del tipico sound meridionale con dei suoni più black, vede il suo secondo significato proprio nel dialetto del capoluogo campano, che usa il termine tarantella anche per riferirsi a qualcosa di difficile e complicato che sta succedendo o da affrontare ( “fare sta cosa è ‘na tarantella” ad esempio ), così come black lo si appropria non solo al colore nero in sè, o allo stile musicale proprio della gente di colore, ma anche al :” la vedo nera”, come a dire che non ci sono prospettive positive. Per quanto tutto cantato in dialetto, “Black Tarantella” è un disco che definire internazionale è dire poco.

C’è al suo interno fusione di mondi stilistici, che poi è sempre stata prerogativa del musicista Avitabile, che in questo caso chiama al suo fianco vari artisti, alcuni conosciuti da sempre, altri ricercati e corteggiati assiduamente per i tre anni ed oltre di lavorazione. Nasce dall’amicizia quarantennale con Pino Daniele, ad esempio, il brano di apertura del disco ” E ancora tiempo” , stupendo amalgama delle due voci, con Pino che ivi partecipa anche col suono vellutato della sua chitarra, mentre è sicuramente meno intenso il rapporto, ma non meno ricercata la presenza nel disco, con Francesco Guccini; Avitabile ci racconta tra una risata e l’altra, in un clima molto distensivo, come sia stato difficile convincere uno dei più rappresentantivi cantautori del nord, non a collaborare, ma proprio a scrivere i passaggi nel proprio dialetto per il brano “Gerardo, nuvola ‘e povere” ( Gerardo, nuvola di polvere ). E ci si è addirittura dovuti trasferire a casa sua per fargli incidere le voci, poichè restio a spostarsi, ma ad Enzo volato anche a Londra, per lavorare con Bob Geldof e varie volte sull’Etna per ottenere la partecipazione di Battiato, poco è interessato, pur di ottenere la sua collaborazione. Tante le domande del pubblico nei confronti di un artista che oggettivamente si vede poco in giro, per i canali soliti, ma che non ha mai smesso di fare dell’arte e della musica il centro della sua stessa esistenza. Tra le tante arrivate dal pubblico accorso numeroso, quella sulla beneficenza che lo tiene impegnato per gran parte del tempo e che nell’ambiente si sa essere una sua priorietà, a cui Enzo risponde in maniera saggia con un lapidario: “Io faccio delle cose, ma nel momento stesso in cui le faccio le dimentico. E’ fondamentale che la mano destra non sappia mai cosa fa la sinistra”. E sulle sue amicizie importanti, ricorda James Brown, che gli consigliò di non smettere di fare la sua musica, magari meno di massa, ma sua, mentre di Tina Turner con cui ha suonato più volte, ricorda di quando lo avvicinò al Buddhismo, scelta poi messa da parte, dopo aver trovato una sua personale strada di fede. Nel frattempo scorrono altri brani e quello con Raiz, ad esempio, è particolarmente suggestivo. Tra gli ospiti di questa presentazione persino il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris, che dichiara tra le risate del pubblico presente, di come si dica che i politici fanno uso di strane sostanze per essere pronti a tutti gli impegni che hanno; beh a lui bastano 4/5 minuti di musica per ritrovare la forma e tra questa c’è di sicuro quella di Enzo Avitabile. “Black Tarantella” è al fine un disco che non si può spiegare per raccontarne la completezza e la varietà di proposta al suo interno, ma va comprato ed ascoltato senza paura di essere fregati. La fregatura in questo progetto è l’unica cosa assente. Nove

Fabio Fiume
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