Festival di Sanremo 2012: la serata finale vista da Fabio Fiume

Parte la finalissima del Festival di Sanremo edizione 62, e come sempre l’Italia è davanti ai televisori per scoprire quale sarà la canzone regina di quest’anno. Colpisce subito il nude look di Ivana, che è davvero splendida, una gioia per gli occhi, inutile ma splendida. Si parla delle varie polemiche sorte in questi giorni, tutte già acqua passata. La gara parte subito e rompe gli indugi Nina Zilli, con la sua canzone oldies, “Per sempre”, scritta da Roberto Casalino, che è diventato un vero e proprio hit makers.Nina è elegante e bellissima, e riempie la scena con movimenti e primi piani strettissimi. Il sapore retrò del brano mantiene tesi e costanti nell’ascolto, rivoluzionato poi, da una variazione giocata archi e voce, dove l’interpretazione della cantante si distacca dall’intenzione iniziale. Convincente , ed anche di più . ( Otto ) . Arrivano D’Alessio e Bertè salvi da una squalifica assai probabile per il playback di ieri; si presentano sul palco eleganti, ma Lory non rinuncia agli occhiali. Stasera Loredana canta benissimo e Gigi, come detto già precedentemente, è davvero signore ad accettare quasi di fare da spalla in questo duetto che ci riconsegna una leonessa della nostra musica che avevamo dimenticato. La canzone è più che accettabile, soprattutto per la sezione ritmica, che la rende radiofonicamente potente e l’interpretazione dei due è migliorata sera dopo sera. (Sei 1/2). Ed arriva Geppy Cucciari, adorata comica, che promette di mantenere alto lo spirito di stasera. Morandi le infila addirittura le scarpe e lei è contaggiosamente simpatica. Stesso lei annuncia l’ingresso di Emma, di nero fasciata e stasera per la prima volta in lungo. La sua grinta mi fa venire in mente la prima Irene Grandi con lo stesso primo piano che spacca e la discesa sulle scale verso il pubblico che fa tanto “la tua ragazza sempre”. Il brano è impegnato e sicuramente buono. Rispetta musicalmente lo stile Modà, compresa l’esasperazione vocale, ma Emma c’è dentro ed è padrona nonostante la raucedine. Il problema è solo uno, per un brano del genere, che invecchia subito. ( Sette). Samuele Bersani è di gradevole eleganza, bellezza fine nonostante gli occhialini da “soggetto” e le scarpe da calcio sotto l’abito. Il brano è geniale e passata la febbre Samuele lo canta bene, non stonando, divertendosi, appropriandosi del palco tutto. L’arrangiamento fa molto cartone animato, ma nel senso leggero e positovo del termine. ( Otto ). Si va veloci stasera ed arriva in fretta Dolcenera. Tutta occhi, la nostra Manu cattura le telecamere. Il sound di “Ci vediamo a casa” è molto internazionale e lei ha cantato sempre meglio, sera dopo sera, un brano comunque non facile, con buone evoluzioni dove solo la tecnica ti aiuta. Dolcenera ci unisce anche l’istinto ed è sempre cosa buona e giusta. Ascolto dopo ascolto ha guadagnato decisamente punti. (Sette).

Ivana cambia abito e di rosa vestita è davvero stupenda., di una bellezza fine, che non presta nemmeno scosciata fianco alla volgarità; una bambola. Ed entrano Pierdavide Carone e Lucio Dalla, per la loro “Nanì”. Il fresco viso di Carone intenerisce alla ricerca dello sguardo del suo mentore Dalla. “Nanì” è un brano poetico nel testo ed elegante anche nell’arrangiamento. Lucio Dalla sembra sempre più Elton John a cui ha rubato il colore del parrucchino, ma canta sempre supremamente; poche note, tutte un’ottava sopra Carone con cui crea amalgama perfetto. ( Otto ). Papaleo strappa larghi sorrisi con la battuta sul maglione del nonno. Arriva poi Noemi e che si senta alla grande che il brano è di Fabrizio Moro lo abbiamo detto già, soprattutto per via della seconda strofa, alzata di un’ottava rispetto alla prima, finora marchio di fabbrica dei successi dell’autore. Noemi però lo fa suo grazie alla personalità sporca delle sue note, che strappano laddove concentri attenzione e se all’inizio ti disorientano, poi ti restano e questo vale tantissimo. Noemi, insomma, te la ricordi sempre, con emozione. Trascina. ( Otto + ). Arisa si ripropone in nero ed è ufficialmente la sorpresa di questo Festival, per i poco attenti ascoltatori; già, perchè Arisa è bravissima, personale e non ci stancheremo mai di dire, intonata come pochi. La sua è forse la canzone più classica di questo Festival, ma per una volta stare sul classico non è sembrato una scelta facile per andare sul sicuro, ma proprio per affermare le capacità di un personaggio che si era proposta finora diversamente. (Nove). Nono in gara è Eugenio Finardi che per cinque serate si è riproposto con lo stesso pigiama, pardon, stessa camicia. Scherzi a parte, brano trionfale, cantato sempre benissimo, cosa questa non facile per uno che è un cantautore puro e si è invece proposto come interprete. Significativa ed importante, però con lo stesso problema del brano di Emma, ovvero che invecchia subito e difficilmente la risenti. (Sette) . E per ultimo scende Francesco Renga che è stato eletto il più bello e sexy di questo Festival ed effettivamente è molto virile anche sul palco ed anche con questa canzone, elogio alla bellezza, a tutte le bellezze. Voce splendida, precisa, piena, per il brano forse più funzionale di tutto il Festival. C’è la parte che fa tanto Coldplay, ma Francesco conferma la grande capacità di cantare qualsiasi cosa, da brani di grande e classica melodia a questi dotati di una base ritmica potente e sovrastante, senza essere sovrastato. ( Nove )

Finite le esibizioni è tempo di Celentano; ci mette un po’ per entrare e quindi canta Gianni per occupare il buco. Poi arriva lui, entra cantando. Ci saranno sermoni stasera? Il sermone c’è ahimè! Vediamo quale polemica scatenerà; ma ce ne occuperemo domani. Intanto qualcuno gli grida :”vai a casa”, molti invece applaudono, ma per fortuna il molleggiato canta. Il pezzo stavolta viene dal suo album, già doppio platino, “Facciaamo finta che sia vero” e si intitola “La cumbia di chi cambia”. Celentano lo canta seduto, e legge visibilmente il testo, cosa che è sempre un po’ fastidiosa a dire il vero, perchè accade sempre più spesso che i cantanti non ricordino le parole delle loro canzoni. Bello il momento del duetto con Morandi a cui qualcuno, vedemdoli insieme grida di essere un pezzo d’Italia; e come dargli torto? Il brano scelto è “Ti penso e cambia il mondo”, attuale celentanesco singolo e la riuscita è particolarmente rock, per usare un termine caro ad Adriano.E Morandi fa come Casillo e la Fornaciari: piange. Torna sul palco il vincitore dei giovani, la creatura di Gerry Scotti Alessandro Casillo, ma su di lui vi svelo un segreto. Casillo ha debuttato nel 2010 vincendo il concorso voci nuove indetto dalla radio con cui collaboro, Radio Hinterland, e ritirò il premio durante il Rozzano in festa, che con i miei colleghi Pietro Spallone, Peppe Carone ed Antimo Russo, mi sono divertito a condurre, nell’estate 2010. Confermiamo che il brano è deboluccio, ma il personaggio può funzionare. Vedremo. Intanto, cambio d’abito anche per Geppy Cucciari, che torna in scena con un nuovo irriverente sketch. Ci piace tanto Geppy, doveva esserci come presenza femminile per tutte le sere; pensateci per l’anno nuovo! E adesso è tempo del superospite e sul palco si materializzano i Cranberries, che partono con la mitica “Zombie” per far sì che chi se li è scordati ( quelli li all’Ariston sicuramente ) se li ricordi. I tramortiti dell’ Ariston dimostrano di ricordare. E poi propongono “Tomorrow”, l’attualissimo singolo, già campione di airplay, che apre le porte al nuovo progetto “Roses”. Non ha òa forza di “Zombie” , ma è gradevole, anche se riprende tanto dal mondo stilistico di cui gli Smiths furono pionieri.

Tempo di risultati che poi verranno rivoluzionati ( potrebbero ) dal voto dei colleghi dalla sala stampa. La classifica recita: 6° Dolcenera, 5°Carone & Dalla, 4° Noemi, 3°D’alessio & Bertè, 2° Emma; 1° Arisa. Ora con i voti della sala stampa vediamo se la classifica resterà tale. Restano tagliati fuori quindi Samuele Bersani, Nina Zilli, Francesco Renga ed Eugenio Finardi. Ma i colleghi premiano Noemi e quindi la cantante romana scala tre posti ed azzoppa la coppia D’Alessio & Bertè. E come dice Morandi è ovvio che quest’anno il Festival se lo contendano tre donne. Ci si aspetterebbe che cantassero, ma invece si allunga il brodo con Luca & Paolo. Un po’ inutili stasera veramente. E sulle note di “These boots are made for walking”, Ivana ci concede l’ultimo balletto. Bella è bella, ma non voglio ripetermi. E adesso si ricanta e l’ordine di apparizione viene sorteggiato. Parte Noemi, poi tocca ad Emma ed infine chiude Arisa. Noemi è passione, Emma potenza, Arisa dolcezza. Sono tre cose diverse, chissà chi ce la fa, la gara è davvero aperta. Immancabile marchetta “allunga brodo” con la presentazione della nuova fiction su Walter Chiari, con Alessio Boni, Bianca Guaccero, Dajana Roncione e Caterina Misone. E finalmente ( per lui ), in attesa dei risultati, canta Rocco, il brano che doveva cantare l’anno scorso, ma che Morandi e Mazzi non scelsero e non ci eravamo persi granchè. Non canta male, questo no, ma meglio come intrattenitore, meglio come attore. Si esibisce anche Sabiu, iusto per far suonare ancora i musicisti dell’orchestra che secondo me dopo questi 5 giorni, più prove, saranno diventati un tutt’uno con le sedie; bello il pezzo. Ah Geppy, è la cosa migliore per aspettare i risultati, e oltre a farci ridere nonostante l’ora, ci apre la vista su Rossella Urru, la volontaria prigioniera da 117 giorni, perchè se ne parli e non si stia in silenzio. Nina Zilli viene scelta per l’Eurovision song contest 2012, come rappresentante italiana. Tempo di premi e si parte con la critica e vince Samuele Bersani mentre il festivalone lo vince Emma, ( e da soffiate è seconda Arisa e terza Noemi ), che si commuove, e dedica un pensiero carino anche alle altre due, dicendosi orgogliosa per il risultato ottenuto dalle donne e da loro che stima come artiste. Sanremo finisce qui, con le sue 5 serate di musica, chiacchiere, chiacchiere e musica, forse più in quest’ordine; e da domani già si penserà all’edizione 2013, Maya permettendo!

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