Festival di Sanremo 2012: la terza serata nel commento di Fabio Fiume

Un po’ di sano patriottismo ogni tanto fa bene! Devono avere pensato questo Mazzi e Morandi nell’organizzare all’indomani dei 150 anni di Italia, una serata che ricordasse quanto musicalmente l’Italia ( e non se ne parla mai abbastanza ) abbia regalato al mondo e quante canzoni partite dalla nostra terra hanno trovato interpretazioni nelle più svariate lingue. E così i 14 big in gara incontreranno altrettanti big internazionali, per una gara nella gara, in cui le canzoni storiche scelte, si contenderanno il premio finale. Morandi si impappina un po’, ma stasera fa più simpatia. Chi invece non ha questo problema è Rocco Papaleo, che si inventa una copertina di Time, alla sua maniera e cioè Taim e di fianco a lui Ivana Mrazova, che può anche star zitta, per quanto sia bella e tanta. E sulle musiche di Morricone arrivano sul palco Chiara Civello in audace scollatura e Shaggy in audace abbigliamento; per fortuna lui ci ricorda di essere l’artista di “Boombastic” visto che subito dopo, insieme alla sua partner, distrugge “Io che non vivo” di Pino Donaggio. Sulle musiche de “Il postino” arrivano invece Samuele Bersani, che si avvale di Goran Bregovic, per riproporre la casereccia “Romagna mia”. Di colpo i confini della Romagna si spostano un po’ più ad est, materializzandosi sui Balcani. Samuele dovrebbe starci dentro, ma invece è un po’ fuori mentre Goran, con la sua band, invece è proprio a casa sua, con tanto di scarpe blu elettrico, che sembrano due neon; forse pensava che la piazza sarebbe stata poco illuminata? Tempo di una molto femminile Nina Zilli, che stasera è in stile 80’s e con lei arriva Skye, la seducente voce dei Morcheeba; la scelta è “Grande, grande, grande” dell’icona Mina su cui Skye vibra con la sua voce vellutata e Nina si diverte e fischietta con convinzione. Poi le due propongono l’enorme successo dei Morcheeba “Rome wasn’t built in a day”, tra gli applausi e l’accompagnamento a tempo del pubblico. Su “Amarcord” del grande Nino Rota, arrivano i Matia Bazar , scortati da Al Jarreau, che l’Ariston accoglie con ovazione. Cantano insieme il tema de’ “Il Padrino” ed è classe; le voci di Silvia ed Al si fondono, lei vocalizza sui suoi giochi eccezionali considerando anche le primavere di questo signore della musica. Poi canta da solo ed è festa davvero.
Ed è la volta di Emma che, accompagnata da Gary Go, entra sulle note di “Anonimo veneziano” . I due cantano “Il paradiso” di Mogol/Battisti, che dopo giri immensi torna in Italia con successo per la voce di Patty Pravo. Gary sembra Harry Potter rivisto e corretto e si concede dei passaggi in italiano che appaiono meno claudicanti di quelli di Emma in inglese, che finisce con lo sbagliare pure un attacco. Il paragone con la magia vista poco prima è infelice. Poi cantano “Wonderful”, la one shot di Gary di un paio di anni fa, e si percepisce che Emma non si stia piacendo granchè. Subito dopo arriva Arisa, che accompagnata da Josè Feliciano, da prova, se ce ne fosse ancora bisogno, della sua spettacolare intonazione e precisione vocale, e tirando un acuto eccezionale nel finale, emozionando la platea con la famosa “Che sarà”, che vide proprio Feliciano piazzarsi secondo a Sanremo in coppia con i Ricchi e poveri ( che nessuno ricorda però sul palco ). Josè omaggia anche Morandi, cantando “C’era un ragazzo”, coinvolgendolo nel canto. La tanto attesa Federica Pellegrini si palesa sul palco di bianco vestita, con piccoli riferimenti neri. In teoria dovrebbe collaborare alla conduzione ( Ivana fa troppo, effettivamente, è giusto che onceda un po’ di spazio ) ma ovviamente dobbiamo subirci prima una stucchevole intervista allunga brodo, che ci sarebbe anche piaciuta, ma in un altro contesto; poi l’altissima stella dello sport si concede in un ballo improvvisato ( lo speriamo ) su “I gotta feeling” dei Black eyed peas, su cui persino Morandi accenna qualche passo e si scopre che non condurrà, non farà null’altro che ciò che abbiam visto e ci si chiede: “era necessaria” ? Sulle note di Morricone e del suo “Scarface” arriva Francesco Renga insieme allo spagnolo Sergio Dalma; i due propongono “Il mondo” che in queste settimane è salita ai vertici delle classifiche spagnole proprio nella versione di Dalma. Renga mostra a tutti la sua pasta vocale in contrasto con la voce graffiata del suo compare di palco, che offre comunque buona prova personale. Ma poi ci domandiamo di nuovo :” perché mettere in scena il siparietto di non sapere cosa canterà ancora l’ospite? Mica siamo scemi che pensiamo che non abbiano provato”? Dalma comunque propone “Bella senz’ anima” in spagnolo con supporto e Renga si diverte e gasa, saltellando sul palco. Rocco nel frattempo si prende nuovi applausi, lasciandosi criticare sul suo modo di cantare, prima che sulle note di “Per un pugno di dollari” appaiano in proscenio Pierdavide Carone e Lucio Dalla, che ospitano il danese Mads Langer. I tre cantano “Anema e core” ed inizia Lucio, che in tanti avrebbero voluto più presente anche nel brano con Carone, prima di lasciare praticamente tutto il resto ai due giovani che forniscono però una prestazione un po’ ingenua, che trova colore solo nel finale, con la combinazione delle due voci in controcanto. Morandi si ostina ad incespicare con l’inglese, pur di non chiamare Ivana ad aiutarlo e da prova ancora una volta di essere fuori dal mondo della musica giovanile, chiarendo le capacità cantautorali di Langer, annunciandolo poi con “You’re not alone”… non sapendo che è l’unica cover del suo ultimo disco, l’unico brano non suo!
Morandi lo aspettava ed è arrivato: Brian May! A portarlo insieme a Kerry Ellis sul palco dell’Ariston ci ha pensato Irene Fornaciari per cantare “Uno di tanti” che fu un successo di Joe Sentieri. Sulla leggendaria chitarra “imbiancata” le due, che visivamente sembrano Agnetha e Frida degli Abba, tirano di canna e fanno cadere l’Ariston di applausi. Irene si commuove e visto che l’abbiamo tanto criticata in questi giorni, oggi proprio per dimostrarle che non c’è nulla di personale e che si criticava solo la canzone le gridiamo: “brava, brava, brava”! poi si fa festa tutti in piedi su “We will rock you”. Poi Gianni dopo aver sviolinato le qualità di Mazzi ( che i ben informati dicono che dopo questo Festival si alzerà il viaggio ) invita di nuovo sul palco Ivana, che chiama Morriccione il supremo Morricone, tanto che Gianni gli toglie praticamente subito la parola, annunciando Marlene Kuntz che ospitano la sacerdotessa del rock Patty Smith. Cantano “Impressioni di settembre” della Pfm, e sinceramente mi danno i brividi che non mi avevano dato le serate precedenti e non è solo merito di Patty, comunque straordinaria. Poi canta per la nostra gioia “Because the night”, la sua canzone mito; e che palle ( stavolta lo diciamo noi ) che Morandi non sappia pronunciare il nome di Bruce Springsteen! E che canti Papaleo, brano simpatico, s’intenda: “La foca”! Pubblico ed orchestra si prestano al gioco di fare le foche sulle note della canzone e lui prontamente li appella tutti come ricattabili! A Macy Gray tocca il duetto con Gigi D’Alessio e Loredana Bertè sulle note di “Almeno tu nell’universo” della indimenticata Mia Martini. Gigi è audace nelle prime note e qualcuna la perde per la strada, Loredana invece è visibilmente emozionata e lo si può capire e Macy finisce col cantare un solo ritornello del brano. Il pubblico inneggia il nome di Loredana che si commuove. Poi D’Alessio svela che la Gray duetta con lui nel suo attuale disco e così Macy anziché regalarci “I try” il suo più grande successo, duetta e stonacchia non poco su questo nuovo brano, di cui aveva ricevuto per sbaglio il provino, e le era talmente piaciuto da decidere di inciderlo con lui.
E adesso dopo la pubblicità Eugenio Finardi guadagna il palco con la bravissima Noa che propongono “Torna a Surriento”, invertendosi, lei in ottimo e dolce napoletano, lui in eclettico e rockettaro inglese. E con loro i Solis sting quartet e l’amalgama è riuscitissimo, da applausi a scena aperta. E poi lei diventa flauto sulle note di “Torna a Maggio” e insieme a Morandi e Finardi per “Beautiful that way”, il tema di “La vita è bella” di Nicola Piovani e credo di non sbalordire nessuno se dico che i brividi sono a fior di pelle. Torna in scena Dolcenera accompagnata da Professor Green, che già con lei è in radio in questi giorni con “Read all about it” mentre adesso è qui per proporre “Vita spericolata” del Blasco. Manuela (Dolcenera) siede al piano e ci ricorda che tanti anni fa, così l’avevamo conosciuta. La prestazione è buona ed apre all’esecuzione del loro singolo di successo che siamo pronti a scommettere avrà ancora vita lunga dopo questa presentazione. E un’affezionata di Sanremo Sarah Jane Morris, che ivi torna per duettare con Noemi in “Amarsi un po’”. E’ ingrassatella e vestita come un abatjour, ma con la sua voce particolare, intona i primi versi in italiano, mentre Noemi ricambia con l’inglese nell’inciso. L’unione di due voci sporche e non precisissime, ma dal colore personale rende accattivante l’esecuzione, alla faccia della vedova Battisti che non si capisce perché, aveva posto veto. Sempre Sarah ci ricorda quando vinse Sanremo cantando “I’m missing you”, versione inglese di “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante, e con Noemi poi ci propongono “Fast car”di Tracy Chapman in maniera particolarmente suggestiva. Con le due si concludono le speciali esibizioni dei duetti e si inizia ad attendere il verdetto, non prima di aver rivisto Ivana ballare e ripetere per iscritto che è davvero bellissima e fresca e ah! Ci si era dimenticati che dei quattro eliminati di ieri, oggi due devono rientrare. Pensavate fosse finita eh? Invece no! Iniziano Carone e Dalla ed emozionano il teatro che applaude tanto, offrendo una prestazione più che buona, poi è la volta di Gigi D’Alessio e Loredana Bertè con la loro “Respirare”. Morandi è funereo come se pensasse ad un caro estinto, ma Loredana canta bene, molto meglio delle prestazioni degli ultimi anni così come Gigi che canta meglio delle due sere precedenti, osando anche togliere gli occhiali alla compagna di viaggio; lei sembra non gradire, poi si lascia andare.
E’ la volta di Irene Fornaciari sciolta, brava e disinvolta, ma la canzone non c’era l’altro ieri, ne ieri e manco oggi ci sembra l’abbia trovata. E chiudono i Marlene Kuntz, che ospitano Samuel dei Subsonica, che avrebbe dovuto essere con loro domani, per i duetti. Che sentano già di essere fuori? Come dirgli di no? La prestazione è comunque buona. Lasciamo stare il siparietto di saluto ( suggerito tra l’altro ) alla compianta Whitney Houston, senza un filmato, come se si stesse parlando della prima sciacquetta scomparsa. Ci resta un mah! Vabè Papaleo recita per riempire il vuoto in attesa dei risultati. Ivana ovviamente è già riposta nuovamente in un armadio ( han fatto più Belen e la Canalis da casa, che lei sul palco) Vincono il premio duetti i Marlene Kuntz con Patty Smith ed erano effettivamente tra i migliori. E dite a Morandi che il telefono portatile si chiama cellulare; nemmeno Baudo. Intanto con la riammissione in gara di “Nanì” di Pierdavide Carone & Lucio Dalla e di “Respirare” di Gigi D’Alessio & Loredana Bertè, che ovviamente abbattono al televoto le velleità della Fornaciari e i Marlene, si conclude quest’altra serata sanremese. E domani tempo di verdetto giovane e di nuovi duetti, stavolta tutti italiani, con annesse due nuove eliminazioni.

Fabio Fiume

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