Festival di Sanremo 2012: la quarta serata vista da Fabio Fiume

Inizia la quarta serata del Festival di Sanremo, quella che è da sempre la finale dei giovani in cui conosceremo il nuovo big di domani e la semifinale dei big in gara, che oggi vedrà le ultime due eliminazioni, dopo quelle di Marlene Kuntz ed Irene Fornaciari di ieri. Si apre con la magia della danza e della musica unite insieme, attraverso lo straordinario violino di David Garret e la leggerezza dei movimenti di Simona Atzori, la straordinaria danzatrice senza braccia, ma con le ali. Morandi sembra disinvolto stasera, per il momento, e noi si spera che abbia almeno poco a che fare con l’inglese, viste le figure magre di ieri, talmente magre da rischiare l’anoressia; annuncia Rocco Papaleo, autore di uno dei picchi di ascolto di ieri sera. L’attore rivelazione dell’intrattenimento, entra con una valigia che contiene le armi della sobrietà con cui salvare l’Italia ed insieme a Morandi propone un mantra che recita :” alza lo share, abbassa lo spread”. Dopo lo sketch, via alla musica, con la serata delle reinterpretaazioni speciali con ospiti ed a rompere il ghiaccio è Noemi, accompagnata dalla storica voce degli Stadio, Gaetano Curreri. Applausi a scena aperta per un’esibizione forte, sentita, sporca, come sono le voci dei due, che fanno proprio dell’imprecisione, del graffio, il loro marchio di garanzia.E’ Gianluca Grignani, protagonista di tanti festival, a duettare con Pierdavide Carone e Lucio Dalla, sulle note dell’elegante “Nanì”, proprio ieri salvata dal televoto.L’attacco di Grignani è urticante come un citofono, poi si riprende, per fortuna. Il microfono di Dalla è spento? L’esibizione è zoppicante. Dolcenera scende la scala accompagnata da Max Gazzè; cantano a doppia voce dal primo inciso questa “Ci vediamo a casa” che conquista punti importanti, ascolto dopo ascolto. L’accoppiata funziona. Dopo tre esibizioni arriva il momento di Ivana Mrazova sfortunatamente in pantaloni e ci racconta dei primi autografi firmati oggi in giro per Sanremo. Non si capisce l’utilità di chiamarla in scena, giusto il tempo di queste due parole, per poi annunciare la pubblicità. Mah!

Dopo il break si scopre che Fargetta accompagna Gigi D’Alessio e Loredana Bertè. E’ chiaro che la loro “Respirare” è ricantata in versione remix, ma non era chiaro che Gigi si presentasse vestito come uno degli East 17 negli anni 90. Cantano comunque meglio entrambi questa sera, quel poco che c’è da cantare, ma strappano grassi, grossi applausi. Chiara Civello canta accompagnata dalla vincitrice di X-factor, Francesca Michielin, e sembrano Barbie regina del ballo e la fida Skipper. “Al posto del mondo” viene presentata in versione piano, archi, e fisarmonica, rinunciando a gran parte della base ritmica e l’esecuzione è molto dolce, però alla terza prova su tre, ci pare evidente che la Civello non è che canti benissimo. Non ce ne voglia, forse è solo emozione, però…! Tempo di Sabrina Ferilli, già protagonista ben 16 anni e 2 etti di zigomi fa di un festival di Sanremo, in qualità di conduttrice; racconta del suo concitato Sanremo del 1996 e della sua carriera in un’intervista intima già dalla location: le scale. Scherzano anche su calendario che la diva del cinema fece nel 2000; Gianni dichiara di averne addirittura due copie e lei risponde in romanaccio ed a tono :”tientile, che nun se vedono più quelle cose”! Poi cantano ( beh, cantano! Parolone ) il brano che Louis Armstrong cantò in gara a Sanremo negli anni 60, si si, proprio in gara. Dove si vedono più queste cose? Paolo Rossi accompagna Samuele Bersani nella reiterpretazione di “Un pallone”. Rossi non si sente quasi per nulla e in più di un’occasione manda fuori Bersani, la cui intonazione, già di suo, non è di sicuro il punto forte. Siamo un po’ sconcertati, perchè questo brano ci piace non poco, come il suo autore, però sinceramente temiamo che questa scelta a due voci non felicissima, ne faccia rischiare l’uscita anticipata. Eugenio Finardi si fa accompagnare da Peppe Servillo, che con gli Avion travel vinse Sanremo 2000 a discapito proprio di Morandi che vi partì favorito per finire poi “solo” terzo. Il duetto funziona, i due cantano bene e fanno quasi effetto “ragazzi di amici”, mentre cantano guardandosi e cercando l’approvazione con gli occhi. Bellissima la Zilli che scende di lungo e dorato vestita, insieme a Giuliano Palma e alla presenza jazz blasonata di Fabrizio Bosso, che apre con la sua tromba ad una nuova dimensione di “Per sempre” , che profumando di oldies, ben si sposa sia col senso musicale di Palma che con il virtuosismo di Fabrizio.

Spazio ad Arisa che duetta stasera con Mauro Ermanno Giovanardi, accompagnati anche da Mauro Pagani. “La notte” è uno dei brani che è atteso maggiormente, proprio per la bravura che la cantante lucana ha dimostrato in questi giorni e stasera al pari della sua voce cristallina, ci piacciono tantissimo anche i bassi di Giovanardi e nuovamente l’ “effetto amici” che già fu di Finardi e Servillo. Classe pura. Pausa dalla gara con Alessandro Siani, che in pochi anni è passato dai locali di Napoli, agli incassi stellari del cinema ed adesso riceve consacrazione definitiva a Sanremo. Ed è irresistibile; il pubblico è in adorazione per dieci minuti di monologo a raffica, che soltando accennando alla sua chiusura , chiama ovazione. Dopo lo scroscio potente di appalusi, Emma guadagna la scena con Alessandra Amoroso, per duettare su “Non è l’inferno”; spesso si è eccessivamente critici con i ragazzi dei talent ma spocchie a parte, la versione in duetto è suprema. I Matia Bazar portano con loro in scena Platinette, che però arriva sul palco vestito da Mauro Coruzzi; scelta azzardata forse, ma è piena di pathos la sua parte di canzone, che viene recitata. Silvia sempre precisa e potente ed insieme la canzone guadagna un potere evocativo molto preciso. E resta Francesco Renga che arriva con il coro rock Scala e kolacny brothers per presentare una versione parecchio corretta di “La tua bellezza”, senza parte ritmica; lui abbassa la tonalità per permetter al coro ovviamente di gestire gli interventi senza essere costretti alla rincorsa vocale. Le esibizioni dei big si chiudono qui.

Si spererebbe che sia arrivato il momento dei giovani ma così non è; Sanremo si ripete ed i giovani, come nelle edizioni di “baudiana” memoria, devono subire il passaggio di tutti, se ci fosse un cane da far pisciare, pure quello. Così si aspettano prima la bella esibizione ( a dire il vero ) di Papaleo, già vincitore morale di questa edizione, e quella decisamente più inutile dei One direction, pura plastichina per orecchie poco allenate alla musica. E dopo sti coretti di “Ooh o oo” arriva il nostro :”Ohhhh, finalmente i giovani” ! Continuiamo a pensare che l’orchestra, che lavora per tutte le canzoni, non dovrebbe votare, non è eticamente giusto, ma ormai sono anni che si fa così e ce ne dobbiamo fare una ragione. Casillo, dimenticato dai One direction in camerino, esce adesso da solo per gareggiare con la sua “E’vero” . Qualcosa ( i televoti ) ci fan pensare che vinca lui, ma la canzone, va detto, è debole. Fa tenerezza il pianto liberatorio finale. Seguono gli Io Ho Sempre Voglia ed il leader, Vittorio, come segnalato da nostra regina madre delle blogosfere, Alessandra Carnevali, assomiglia davvero ad Oliver Hardy. Pure questo brano è debole ed anche se la band non arriva dal Social, ma dall’Accademia, ci spiace pensare che abbiamo ascoltato tante cose interessanti tra gli iscritti sul web ( come segnalato su articolo apposito a Gennaio ) , che non sono state prese nemmeno in considerazione o scartate alle audizioni live. Tocca a Marco Guazzone che stavolta si è phonato il capello. Al secondo ascolto il brano ci piace decisamente di più e se le “bimbe minkia” stan dormendo già e non votano in massa Casillo, potrebbe pure farcela. Chiude Erica Mou, faccia fresca, canzone di contenuto condivisibile, e super etichetta alle spalle, anche lei potrebbe concorrere al premio finale. Se abbiam un po’ di esperienza è lei a cui andrà il premio “Golden share” della sala stampa. Nell’attendere il risultato arriva la marchetta di “Ballando con le stelle” , con una Tatangelo bella protagonista di blu cobalto vestita, con Vieri e Del Vecchio in eleganti smocking; c’è anche sua signora Milly Carlucci, il fido Paolo Belli ed i maestri di ballo, chiamati ad esibirsi per rivitalizzare un’annata che li ha visti soccombere sotto le sferzate della concorrenza di “Italian’s got talent”. Ecco, Gianni dopo sta botta di vita, al solo dare lo stop al televoto assume l’aria compassata di chi ha appena sepolto il pesciolino rosso, Rocco torna a far sorridere, mentre Ivana è stata rispedita a fare compagnia all’omino morto dietro le quinte. Arrivano i risultati dei Giovani e come da copione vince Alessandro Casillo; insomma le bimbe minkia hanno avuto la meglio. Per la Mou invece il premio della critica. E ancora un break pubblicitario per violentare gli occhi dei telespettatori, in attesa dei risultati dei big. Gli eliminati definitivi sono: Matia Bazar e Chiara Civello. E qui si chiude dandoci l’arrivederci a domani per la finalissima.

Fabio Fiume

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2 pensieri su “Festival di Sanremo 2012: la quarta serata vista da Fabio Fiume

  1. Anche se non era la mia preferita, nella serata dei duetti quella a essersi superata è Nina Zilli. Sublime! 🙂
    E per la vittoria di Casillo, che dire? Scandaloso e imbarazzante. E, se si pensa che si è passati da Raphael Gualazzi a lui, anche assurdo!
    Io speravo nella vittoria di Marco Guazzone. Dei Giovani era l’unico che per me meritava veramente.

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