COMMENTANDO SANREMO 2012: Il contributo di Lorenzo Cappiello sulla prima serata

Sicuramente non è iniziata nel migliore dei modi la sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo. Infatti, sono state tante le problematiche e le difficoltà che hanno caratterizzato la prima serata della kermesse canora: dall’assenza della modella ceca, Ivana Mrazova, a causa di una cervicale acuta (sostituita da Canalis e Rodriguez), al blocco del sistema di voto, passando per i grandi problemi audio e per il monologo controverso e noioso di Celentano. Ebbene sì. Ieri sera, la gara dei quattordici artisti in gara, a causa di un blocco dei voti, non ha visto nessun eliminato, mentre è stato sicuramente Adriano Celentano il vero protagonista della serata, criticando e commentando la Chiesa, la Rai e la situazione attuale dell’Italia.
Che dire? A Gianni Morandi non resta, quindi, che sperare che gli ascolti abbiano premiato uno show un pò noioso e che le cose vadano meglio nella seconda serata.

Commentando le canzoni degli artisti in gara

1) Dolcenera con “Ci vediamo a casa”: ballata sicuramente pop-rock, non del tutto immediata. Il ritornello e il testo sono banali, mentre l’esibizione della cantante è stata quasi impeccabile. Necessita, però, di qualche ascolto in più per piacere. Voto: 5/6.

2) Samuele Bersani con “Un pallone”: molto allegria nell’interpretarla, meno nell’ascoltarla. La solita canzonetta senza capo ne coda. Voto: 3 e mezzo.

3) Noemi con “Solo solo parole”: un brano molto sanremese e molto alla “Moro”. La prima parte della canzone è praticamente basata sul testo e sul significato delle parole, mentre la seconda si avvicina a un mood tendente al rock. Ottima interpretazione dell’ex concorrente di X Factor. Voto: 8.

4) Francesco Renga con “La tua bellezza”: introduzione con la batteria che risveglia l’ascoltatore. La melodia della canzone è travolgente, come lo è anche il modo di cantare dell’artista. Anche se non è riuscito a modernizzarsi un pò, voto: 7 e mezzo.

5) Chiara Civello con “Al posto del mondo”: canzone già presentata a Sanremo due anni fa (da Daniele Magro) e, quindi, veramente poca curiosità. Il brano, molto sanremese, è caratterizzato sicuramente da un senso di nostalgia, anche grazie alla presenza costante della fisarmonica. Voto: 6/7.

6) Irene Fornaciari con “Grande mistero”: un pò di delusione per il brano della figlia di Zucchero. Non è per niente accattivante e manca un pò dell’essenza del rock. L’interpretazione dell’artista è abbastanza buona. Voto: 5 e mezzo.

7) Emma Marrone con “Non è l’inferno”: sicuramente un testo molto attuale e una buona esibizione. Il brano non è, però, molto orecchiabile e, quindi, tutto ciò rende la canzone poco popolare. Da riascoltare. Voto: 5/6.

8) Marlene Kuntz con “Canzone per un figlio”: anche se l’interpretazione è piena di pathos, il testo è molto retorico. Canzone, comunque, molto sanremese. Voto: 6.

9) Eugenio Finardi con “E tu lo chiami Dio”: buona esibizione quasi rock e tanta umiltà sul palco. La canzone, però, è anch’essa banale e poco originale. Il solito brano cantautoriale. Voto: 5 e mezzo.

10) Gigi D’Alessio & Loredana Bertè con “Respirare”: due figure completamente diverse cercano di duettare. La rocker “distrugge”, durante l’esibizione, il suo compagno d’avventura, che è seriamente in difficoltà. Uno dei brani più commerciali in gara. Voto: 5/6.

11) Nina Zilli con “Per sempre”: affascinante e ottima interpretazione dell’artista con l’anima retrò. Uno dei brani migliori in gara. La sua esibizione ricorda molto Mina. Voto: 7/8.

12) Pierdavide Carone & Lucio Dalla con “Ninì”: l’arragiamento di questo brano ricorda molto quello di altre canzoni di Lucio Dalla. Di sicuro, un’ottima e dolce interpretazione, anche considerando l’armonia tra i due artisti. Voto: 7+.

13) Arisa con “La notte”: sinceramente nessuna sorpresa per la giovane giudice di X Factor. Infatti, la sua canzone non è altro che il solito brano d’amore. Bella interpretazione, anche se il tutto manca di ritornello. Voto: 6.

14) Matia Bazar con “Sei tu”: si sono risvegliati e hanno proposto, come al solito, un brano per niente originale, anzi le loro canzoni sembrano tutte uguali. L’interpretazione è stata più che buona, ma anche qui non vi è stato un ritornello abbastanza forte. Voto: 5 e mezzo.

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