COMMENTANDO SANREMO 2012: Il contributo di Antonio Paone sulla prima serata

Dopo le polemiche che puntualmente ogni anno lo precedono, alle ore 20:30 del 14 febbraio 2012 prende il via la 62esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Come vuole la tradizione, il presentatore della passata edizione si presenta sul palco per passare il testimone al neo, ma dato che si tratta di un bis, sono i comici Luca e Paolo ad anticipare il Festival del 2012.

Un’introduzione piuttosto prolungata dato che ci hanno intrattenuti per oltre 30 minuti con dialoghi a base di volgarità e riferimenti politici con tanto di allusioni alla “bella e compianta Italia” berlusconiana.

Non mancano inoltre accenni alla cronaca attuale, alla Costa Concordia, al comandante Schettino e, dulcis in fundo, ci viene ricordato di pagare il canone rai. Il festival parte già in modo discutibile: comicità (???), volgarità e politica.

Come dicevamo, dopo una “intensa”mezz’ora di preamboli, il duo comico termina la sua esibizione presentando finalmente il vero protagonista del palco: Gianni Morandi, confermato per il secondo anno consecutivo alla conduzione. Non entra direttamente dal retro-palco ma passa tra il pubblico, salutando tutti con strette di mano e prendendo infine posto accanto ai due comici.

Assenti le due primedonne dell’edizione 2011: Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, ospiti previste per la seconda serata ma, a sorpresa, più tardi su quel palco.

Ma no, non è ancora il momento di dare ufficialmente il via al festival, sebbene siano le 21:00. D’un tratto veniamo proiettati in uno scenario spaziale, in una galassia tra pianeti e un astronauta che si rivelerà più tardi essere il coreografo e ballerino Daniel Ezralow, affiancato dal suo corpo di ballo: bella e d’impatto la scenografia che sfrutta la tecnologia 3D.

Un po’ meno bella invece la scenografia arancio-azzurra della sala, che è risultata a nostro parere cupa e illusoriamente piccola.

Sono le 21:24 e viene finalmente annunciata la prima artista della serata: è Dolcenera con “Ci vediamo a casa”, un pezzo ritmato ed energico come la personalità musicale dell’artista, contrariamente al look che questa volta è molto più sobrio del solito. Nessuna sorpresa dunque da parte di Dolcenera che con il suo ultimo album ci ha abituati ad uno stile completamente rinnovato rispetto ai precedenti. Il brano è già questa mattina, uno dei più trasmessi dalle radio.

Tocca a Samuele Bersani e alla sua “Un pallone” che non pare aver convinto molto. Un brano semplice all’apparenza e con musiche abbastanza leggere seppur con un testo elaborato. Vedremo il riscontro del pubblico.

Alle 21:37 circa fa il suo ingresso sul palco, la spalla di Morandi, l’attore, regista e cantante Rocco Papaleo, al suo debutto all’Ariston. Bell’entrata e bell’atteggiamento sul palco durante tutta la serata. L’emozione c’era ma l’ha gestita bene: promosso!

La serata prosegue con la rossa focosa Noemi, che torna sul palco dopo il grande successo sempre sanremese “Per tutta la vita”. Quest’anno tenta di bissare il successo con una canzone scritta per lei dal grande Fabrizio Moro (e si vede!!): “Sono solo parole” è una ballata rock che pare scritta apposta per la cantante. Ottima interpretazione. Bella canzone. Belle parole. Un brano che avrà sicuramente il suo successo immediato.

Alle 21.53 entra in scena Francesco Renga, lanciato proprio dal Festival e con una carriera ormai ben consolidata: “La tua bellezza” è un bel pezzo che non delude le aspettative, elegante e all’altezza del festival. Uno dei favoriti.

E’ il turno della cantautrice Chiara Civello, che a Sanremo presenta “Al posto del mondo”: una canzone non di facile presa, ben diversa dal suo stile classico. Non ha convinto molto.

La serata sembra proseguire in modo scorrevole e lineare quando all’improvviso accade qualcosa di strano: spari, esplosioni, le luci si spengono e accendono ad intermittenza, tutti scappano, compresi gli operatori dietro le quinte, sullo schermo, alcune immagini di guerra  contornate da un sottofondo musicale orientale: anche qui una bella coreografia in 3D; è il maestoso ingresso dell’ospite forse più atteso della serata – e del festival in generale –  la leggenda della musica italiana, “il molleggiato”, Adriano Celentano.

Il suo intervento dura circa un’ora e, per 300mila euro, intrattiene l’Italia con una serie di monologhi che toccano diversi argomenti delicati e più che mai attuali, risultando addirittura provocante e pungente: dalla teologia, con una critica verso preti e riviste dedicate, alla politica in cui viene citato Montezemolo insieme all’apparizione di una Canalis in veste dell’Italia che, perdendo la sua bellezza, va via ma tornerà se gli italiani lo vorranno.

Il monologo prosegue con il governo Monti (immancabile) e con “il popolo sovrano” – che, a detta sua, sovrano non è – in una gag che ha coinvolto anche Papaleo in veste di cameriere con una vocabolario in mano.

Il lungo monologo viene interrotto da interventi musicali dello stesso Celentano, ma non finisce qui: parlando poi del referendum elettorale spunta – è il caso di dirlo – tra il pubblico, Pupo che intrattiene l’Ariston e l’Italia in una specie di pseudo-lite con lo stesso Celentano. Interviene poi anche Morandi che con Pupo stesso e Papaleo impersonano i “The Blues Brothers”, dietro le note di Celentano.

Il motivo dell’intervento di Pupo ci è tuttora sconosciuto.

No, non è finita: mancano i riferimenti alla drastica situazione in Grecia con Sarkozy e Merkel , con tanto di critiche all’Europa; ormai il monologo sembra interminabile, il pubblico inizia forse ad accusarne la pesantezza – in fondo siamo qui per una gara canora!! – e alle 23:17 riprende il Festival – “finalmente!!” diranno alcuni.

E’ il turno di Emma Marrone, la giovane cantante che si è presto imposta sulla scena musicale italiana riscuotendo gran successo: si presenta con “Non è l’inferno”, un vero colpo di scena per chi ha sempre visto Emma come un cantante da talent. Il brano è molto diverso dai precedenti, più aderente alla realtà del festival e immediato. Un tema attuale, sicuramente apprezzato dalla critica. Promossa!

E’ la volta di Marlene Kunz: non ci hanno travolto con la loro “Canzone per un figlio”, un rock sfumato ma nel complesso bello contenutisticamente e adeguato nell’interpretazione.

La lunga serata, prosegue con l’ingresso “ufficiale” delle showgirl Canalis/Rodriguez, madrine della scorsa edizione, giunte in sostituzione alla valletta di quest’anno Ivana Marazova, assente per improvvisi problemi di salute.

La loro apparizione si protrae per un tempo forse eccessivo – considerando la serata nel suo insieme – e finalmente, alle 23:40 entra Eugenio Finardi: l’artista porta all’Ariston “E tu lo chiami Dio”, un brano importante sia nelle musiche che nel testo, anche se un po’ piatta l’interpretazione per alcuni ma fine e delicata per altri.

Alle 23:46 circa fa il suo ingresso sul palco l’inedita coppia D’Alessio/Bertè: bel duo, perfettamente incastrato nelle sue componenti con il brano che porta la firma – evidente – di D’Alessio: “Respirare”. Un mix di stile a metà tra lo sfarzoso-rockeggiante e il classico del cantante napoletano.

E’ adesso la volta di Nina Zilli, rivelazione di Sanremo 2010, che porta un brano intitolato “Per sempre”: una ballata elegante e raffinata che sembra cucita sulla voce della cantante, la quale ce ne regala una bellissima interpretazione.

Si va avanti con l’ex concorrente di “Amici” al suo debutto sanremese, Pierdavide Carone, accompagnato alla voce e alle musiche dal grande Lucio Dalla. “Nanì” non è sicuramente una canzone da festival ma la canzone d’autore viene sempre premiata prima o poi. Vedremo i risvolti. Bravo comunque Carone sia nell’interpretazione che nelle sue doti di autore.

Gli ultimi big ad esibirsi sono gli storici Matia Bazar, con una rediviva Silvia Mezzanotte elegante e sempre distinta: “Sei tu” non smentisce lo stile raffinato del gruppo e si conferma una canzone decisamente da palco di Sanremo.

La prima serata volge al termine. sono le ore 00:30 quando Morandi annuncia che per problemi tecnici, i voti della giuria demoscopica verranno annullati per evitare diseguaglianze di voto; è rivolta da parte del pubblico e della stessa giuria, costretta suo malgrado, ad assecondare il nuovo comunicato Rai.

I big si ri-esibiranno nella seconda serata dove è prevista, da copione, l’esibizione dei vincitori di Sanremo Social: la categoria dei giovani.

Nel complesso, è stata una prima serata piacevole ma a tratti fastidiosa: la scurrilità di Luca e Paolo – perché la comicità per essere tale deve includere la volgarità? Bocciati – l’eccessivo protrarsi della discutibile performance di Celentano, i disguidi tecnici e le improvvisazioni conseguenti, incluse le sostituzioni delle vallette. Un Morandi non diverso dallo scorso anno, ci aspettavamo un miglioramento, e un Papaleo alla sua prima esperienza sanremese che ha condotto dignitosamente. Voto: 6.

Antonio Paone

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