Fiorella Mannoia – Tutti i sud del mondo per combattere il freddo. La recensione di Fabio Fiume

Fa molto freddo in questo periodo per la nostra penisola e c’è bisogno di una coperta in più per prender calore; talvolta quel calore lo può dare però, anche un buon disco ed è il caso di “Sud”, il nuovo lavoro di una delle regine dell’interpretazione canora, ovvero Fiorella Mannoia. E come la stessa parola invoca, è lecito pensare subito al caldo quando si pensa al sud, anche se poi non ovunque è così. E’così però in questo lavoro, dove convivono canti latini, e ritmi africani, un brano in napoletano, ed uno stupendo tango di Piazzolla, il tutto intriso di testi che evocano la saggezza popolare, che spesso è a sud del mondo, meno attento al gozzovigliare di potenti e più arreso attorno ad un focolare. E Fiorella stavolta scrive pure di suo pugno diverse liriche, tra cui la stupenda “Dal tuo sentire al mio pensare”, su musica di Bungaro, mai troppo osannato autore, ma decisamente meritevole, dove ci si implora di rimanere stretti, perchè il tempo prima o poi dovrà arrivare ed a volte è nemico. Bungaro firma anche il singolo di lancio, quella “Io non ho paura” in cui lo stesso autore vocalizza tra le pause del grido veritiero di Fiorella; un brano questo, che cattura attenzione quasi come un nervo scoperto, una ferita aperta che non puoi far finta che non ci sia. Molti i nomi importanti tra i musicisti che ivi hanno suonato, e tanti come sempre gli autori, dal fido Fossati, che firma insieme a Paolo Buonvino la musica di “Se solo mi guardassi”, a Luca Barbarossa che invece regala un’intensa “Luce” alla corde vocali della nostra, fino a Frankie Hi Nrg Mc, che firma il testo di “Non è un film”, in cui la Mannoia si veste di abiti rap, che qualcuno critica, ma che in fin dei conti, ci sembra operazione ben riuscita. 

E verso la fine dell’album colpiscono la napoletana “Quanne vuò bene” , con testo di Titina De Filippo, ed omaggio della nota famiglia, che la stessa Fiorella definisce, con orgoglio, un vero regalo mai fatto prima ad altri ed in cui la nostra da anche prova di una più che discreta padronanza di un dialetto non suo, e la finale “Torno a sud”, del già citato prima Piazzolla e adattata in italiano dalla stessa Mannoia; magia e brividi puri. Si, “Sud” è un album che riscalda, da cui lasciarsi coccolare nel tepore casalingo, proprio quando, come adesso, fuori c’è solo gelo. Otto

Fabio Fiume 

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