Cosa ti invento per attirare i giovani a Sanremo – Sanremo Social visto da Fabio Fiume

Diciamolo subito: l’idea di creare la pagina Sanremo Social, per invogliare i giovani artisti  a presentare pezzi per il 62° Festival della Canzone Italiana è ottima. Diciamo subito che lo sarebbe ancor di più, nel momento in cui, fossero chiare ed aperte le votazioni, ed ogni artista potrebbe sapere quanti voti sta raccogliendo il suo brano. Le secretazioni non sono mai servite a molto e creano allontanamenti e diffidenza. Ma come funziona il tutto? Molto semplice! I giovani artisti ( davvero giovani, giacchè il limite è fissato ad anni 28… anche se qualcuno ci sembra abbia un po’ mentito sul’età ), possono caricare sulla pagina Facebook, appositamente creata per l’occasione, un brano inedito ( per le masse, cioè che non abbia prodotto introiti ) che duri non oltre i 3’40”, con relativo video, anche amatoriale, entro il 5 di Gennaio 2012. Dopo una settimana ci saranno le convocazioni di 60 artisti per l’audizione sul palco, dinanzi a commissione ( tra cui gli inossidabili organizzatori Morandi/Mazzi ) di cui 30 saranno scelti in base alla classifica stilata con i voti pervenuti ( per questo essi non dovrebbero essere secretati ) mentre altri 30 saranno convocati dalla commissione selezionatrice, secondo quelle che sono, per loro, le proposte migliori. Ci viene allora un nuovo dubbio, ovvero, se la commissione seleziona 30 giovani leve, è chiaro che i sei definitivi, ( che si andranno ad aggiungere alle due band venute fuori da Sanremolab ) che andranno a completare il già basso numero di otto partecipanti per la sezione Sanremo Giovani, ( anche 14 big ci sembrano troppo pochi! ) con estrema facilità non saranno tra quelli che ha votato maggiormanete il popolo degli internauti! Staremo comunque a vedere. Nel frattempo al giorno 31 Dicembre 2012, sono già giunti quasi 650 brani, che noi si è passati al setaccio per individuare cosa sarebbe interessante riascoltare sull’importante italico palco della canzone. E’ chiaro che l’attenzione è andata, almeno come primi ascolti, su quei nomi che ci sembrano più noti, grazie a passaggi nei circuiti radio e video con precedenti lavori, a partecipazioni ai Talent ( Amici,X Factor o lo sfortunato Star academy ), o ad attenzioni già concesse in passato dalla carta stampata; la prima cosa che ci viene in mente è: perchè i giovani si divertono così tanto a fare i vecchi? Già, gran parte delle proposte ascoltate sembrano oggettivamente figlie di una  musica che fu e non di quella del futuro, quella che sicuramente loro ascoltano, quella che acquistano o più modernamente scaricano. Qualche proposta comunque interessante c’è e ve la proponiamo in questo modo:

 

Proposte originali: Appaiono alquanto originali, con una sorta di mondo artistico che si intuisce alle spalle, le proposte dei partenopei April fools,  che riprendendo un po’ l’idea degli Statuto di ben 20 anni fa, confezionano una proposta “avanti” di pop/rock, che gioca con il nome di Sanremo, come esempio ( il discorso è molto più ampio ) di luogo per cui i ben pensanti credono sia necessario passare, per cantare in Italia, così come ci sembra artisticamente interessante Alessio Testa, vincitore probabile del sospeso Star Academy, dove aveva fatto già intuire la propensione spiccata a stare sul palco, con un sorriso che fa molto Robbie Williams, ma uno stile che lo porta da tutt’altra parte . Il suo brano “Riflessi” ci sembra anche un prodotto radiofonicamente forte, cosa per un giovane di cui tenere decisamente conto. Il rap del giovanissimo Neks sfiorò la possibilità di apparire sul palco già l’anno scorso; i testi non sono niente male, anche se consiglieremo decisamente il cambio del nome d’arte, poichè… non c’è bisogno nemmeno di scriverlo. Dal mondo degli Aram Quartet, primi vincitori di X-Factor arriva Antonio Maggio e la sua proposta “Nonostante tutto”, dal sapore retrò e vagamente “teatrante”, ci pare quanto mai convincente, forse addirittura la più forte di tutte. Bella la voce del Leccese, ironico l’impatto visivo, interessante e più veritiero del progetto Aram il tutto. Sicuramente ci piace anche Erica Mou, una delle recenti scommesse di Caterina Caselli, anche se la sua proposta potrebbe conquistare platee più mature, saltando a piè pari la propria generazione, a cui invece, senza rinunciare al suo mondo stilistico cantautorale, strizza l’occhio Martino Corti, figlio artistico di un’altra signora della musica, Mara Maionchi, che per l’occasione regala un brano “radiofriendly”. Da Napoli arriva anche un’altra originalissima proposta, quella di Giovanni Block, che già attenzione mediatica ha ricevuto a livello nazionale e che anche con l’irriverente video proposto, farebbe sicuramente discutere. Da Amici arriva invece Martha Gi and the Gi Monkeys, che propongono una ninna nanna a metà tra atmosfere alla nostrani “Il Genio” e una produzione europea continentale ed addirittura dal Grande Fratello arriva Francesca Giaccari che diventa per l’occasione Miss Maria che propone un brano dance, giovanile come la sua fresca età, e dalle ambientazioni decisamente privè.

 

Discograficamente pronti: Inutile dire che spesso le proposte hanno anche bisogno di una visibilità mediatica valida e per ottenerla il prodotto deve essere discograficamente ineccepibile, qualsiasi sia lo stile proposto. Tra i ragazzi in gara a Sanremo Social spiccano in tal senso i Caponord che riescono a concepire un brano pop internazionale, che non sfigurerebbe tra le playlist radiofoniche, nemmeno europee, così come Stefan De Maria che combina faccino ammiccante e capacità di scrittura un passo più in là del popolare e solito, il tutto per un brano “Giorgia L.A” che occhieggia all’internazionale già dal titolo. Mattia De Luca un Sanremo Giovani già lo ha fatto, l’anno in cui vinse Tony Maiello e bisogna dire che se lo avesse fatto con questo brano qui, avrebbe avuto maggiori possibilità di rimanere; ma non disperiamo, potrebbe trovare spazio nuovo e fresco adesso. Radiofonicamente è fortissimo Pietro Napolano, ex PQuadro, e già terzo qualche anno fa ed in top 10 singoli col progetto in duo; la sua “Martello e incudine” dal sapore vintage/reggae stacca decisamente la concorrenza in fatto di ficcarsi nel cervello. E forte è anche Julia Lenti, che tatuata come Syria, ma vocalmente più vicina alla Winehouse, mette a segno un pezzo che potrebbe davvero metter d’accordo critica e pubblico. Buono anche il pezzo della recidiva Simonetta Spiri che mischia pop, rock e rap per l’occasione, il tutto ( il “ci sembra di capire” è d’obbligo ) per “sputtanare” il suo ex amico Marco Carta, reo di avere tradito il loro legame, nato nella scuola della De Filippi, ma poi caduto poco dopo a pezzi, pare per l’arroganza con cui l’ex vincitore di Sanremo ha farcito alcune sue dichiarazioni ai giornali sugli ex concorrenti e su Simonetta in particolare. Pettegolezzi a parte, poco importa comunque, il pezzo c’è! Sullo stesso sentiero, quello della combinazione di stili,  si muove un’altra signorina di “Vesuviani Natali”, ovvero Neyla, che non solo si produce nella funzionale “Quello che non sai”, ma scrive anche per due altri ragazzi in gara, Fabio Filosa e Giuseppe Franchino, anche se i loro brani ci sembrano più deboli. E poi spunta un altro recidivo sanremese ovvero Carducci, già a Sanremo con i Freank Head nel 2008 ed il suo brano è bello e di esperienza.

 

Il brano di classe: Se la giuria dovesse scegliere il brano che fa la differenza, unendo prestazione elegante, testo che ha un perchè ed uno stile personale che non ricalca il già sentito, e se pure qualche sensazione la da, la raccoglie da sfere alte della nostra musica, dovrebbe scegliere Irene Ghiotti, da Star Academy anche lei. Il suo è stilisticamente il brano più bello dei 650.

 

Tradizione: Nella tradizione si muovono la maggior parte degli artisti presenti in gara; tradizione però s’intenda, non è piattume. In essa alcuni si muovono in maniera convincente altri decisamente meno. Tra di essi spicca Daniele Magro ( di X-Factor ) il cui brano, solito nell’intenzione, poggia però su una voce davvero bella, che meriterebbe occasioni importanti. Dalla stessa trasmissione arriva Jury; la sua proposta non brilla per originalità, però combina ad un ritornello cantabile, un faccino interessante ( la Ventura lo definiva “Il diamante grezzo” ), una voce con graffio facilemente identificabile ed una modalità di scrittura dedita alla ballad di maniera pop/rock. Juri vince lo scontro con due proposte simili, quella di Davide Mogavero Thomas Moschen, figli sempre di Talent, figli sempre del graffio vocale, ma caduti nella classica canzone che non va al di là della settimana sanremese. Eleonora Crupi e Manola Moslehi da Amici, hanno due proposte grintose, la prima vestita da ballad e dallo spottone “Pausiniano”, che la spinge da un po’ ( ma “calci in culo” a parte, c’è sia nello stile, che con la canzone), la seconda invece dal sapore più pop, pare finalmente aver trovato una sua convincente strada artistica. Potrebbe funzionare la proposta di Michele Selillo, che seppur figlia di uno stile “napulegno”, alla Sal Da Vinci per intenderci, combina una serie di fattori, che insieme potrebbero fare il botto; ricorre anche qui il bel faccino, una scrittura melodicamente impeccabile anche se tendenziosa a sguardi ad un passato non troppo da emulare, la giovanissima età che potrebbe fare breccia nei cuori di ragazzine con gli ormoni in subbuglio. Sullo stesso filone il reduce di “Io Canto”, Alessandro Casillo, che si muove per strade “convenzioanlpop”, combinandoci però la missione momentaneamente vincente della conquista del popolo brufoloso.   Benedetta Giovagnini , il cui cognome, ma anche il testo della sua “Gennaio” non lascia mistero sulla sua parentela ( la sfortunata ma talentuosissima Valentina, mancata proprio di Gennaio un paio d’anni fa ), si muove in territori molto simili artisticamente parlando alla compianta sorella, mentre Fanya pur rimandendo confinata nella scuola “bel canto”,confeziona forse la sua miglior proposta in carriera. Nella tradizione fanno l’errore di sembrare già vecchi ragazzi come Martina Stavolo, che aveva fatto parlare di se per la squalifica dell’anno scorso, per il brano che era evidentemente contro la sua “madrina artistica” De Filippi,Cristian Lo Zito, che ricordiamo scendere la scala scalzo e abbastanza convinto qualche anno fa, sempre tra i giovani, prima di uscire da quell’esperienza con qualche convinzione in meno, Cassandra De Rosa con un brano che non capiamo in che modo possa rappresentare lo start di una carriera,Michele Cortese anche lui Ex Aram Quartet, con una macchia pesante nel suo cantato, ovvero somigliare troppo a Francesco Renga, che è vivo e vegeto per fortuna, Giovanni Caccamo, che da qualche anno ci prova con i Talent, ma che sembra molto più forte con le cover che con sue proposte inedite ed Antonio Colantuono che gioca a fare il crooner con un brano leggerotto e old style.

 

Bocciati senza prova d’appello: Juliette Jolie, che si presenta con un brano sul cui inciso ricanti pari pari “A night like this” dell’olandese Caro Emerald, e che in realtà già dalla partenza intuisci dove vada a parare, lasciandoci domandar spontaneamente: “possibile che nessuno della produzione si sia accorto della somiglianza”?

 

E poi Stefano Filipponi con un’ignobile (già dal titolo) “Pollyanna”. Ma chi ha scritto quel brano’ Cosa pensava di ottenere facendoglielo incidere? Quale strategia commerciale c’è dietro? Davvero questo è ciò che si vuol cavar fuori artisticamente parlando dal giovane cantante? Mah!

Fabio Fiume

 

Annunci

3 pensieri su “Cosa ti invento per attirare i giovani a Sanremo – Sanremo Social visto da Fabio Fiume

  1. Sarebbe opportuno sapere bene come sono andate le cose fra la Spiri e MARCO CARTA ,prima di scrivere cose che non rispondono a realta’, direi che è proprio la Spiri ad aver tradito MARCO CARTA addirittura apostrofandolo con aggettivi a dir poco volgari che non voglio ripetere,ma è noto a tutti il giochino della Spiri non solo ai fan di Marco Carta,documentatevi per onestà di informazione,poi dopo eventualmente potete riportare la notizia UN PO DI VERITA’ FA SEMPRE BENE A TUTTI!!!!

  2. Tutti scrivono di questi Giovani già conosciuti… E i veri emergenti come possono competere?! Chi non ha una casa discografica alle spalle rimarrà con in mano un pugno di mosche? Io non ho ascoltato tutti i brani, ma tra quelli che ho ascoltato sono state rare le eccezioni: tutti brani strappalacrime, ambiziosi (ma banali)… grandi canzoni d’amore senza amore!
    Per adesso ho trovato 2 eccezioni: “Mamma” dei Power Francers, testo non impegnato e giovane con una musica frizzante che stimola a ballare! Loro peró hanno la casa discografica a spingerli, quindi tutto il mio tifo finisce a TOMMASO BEBI con “Sabato Mattina”. Testo semplice: parla di un qualcosa che a vari livelli è successo a tutti noi. E’ attuale, progressivo, moderno e un po’ provocante! Adoro l’accostamento con un arrangiamento Old Style come lo swing. Ma tanto già lo so a Sanremo ci andrà la “giovane” Mou!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...