C’è Michael Bublè per ritrovare un sorriso a Natale. La recensione di Fabio Fiume

Come si può riuscire a fare un disco natalizio, di questi periodi di crisi economica mondiale, con brani triti e ritriti, cantati più o meno da tutti, in tutte le salse e a non risultare quanto meno stucchevoli e superflui? Beh, basta avere la faccia, la simpatia, il sorriso, la voce rassicurante di Michael Bublè! Così questo “Christmas”, riesce a sembrare davvero quel che è, ovvero l’occasione per dimenticarsi i problemi una volta chiusa la porta di casa; 52 minuti per fare pace con il mondo, per rivolgere un sorriso ad un bambino, per preparare pacchi festosi, tra gli odori di una minestra calda con i vetri che si appannano, nella speranza che cada qualche fiocco bianco che ricopra le brutture di fuori. Bublè è classico nelle sue interpretazioni, ma anche leggero, scanzonato, come quando trova sulla sua strada le Puppini sisters per riproporre una “Jingle bells” che diventa un’occasione corale da seguire, o come quando stravolge “All i want for Christmas is you”, di Mariah Carey, che è diventata il classico natalizio più giovane possibile, con i suoi soli 17 anni, rendendola una ballad intima, con qualche campanaccio in meno, ma con tanto ardore passionale; oltretutto il messaggio del brano è chiaro:” tutto ciò che voglio per Natale sei tu” . Provate a dirlo a chi vi ama, a chi vi segue con lo sguardo trasognato dal sentimento e troverete la reazione più calda possibile di sicuro…risparmiando un po’ di soldini. E ci prova anche lui ad aggiungere un classico alla lista, qualcosa che magari in un decennio potrebbe diventarlo, scrivendo “Cold december night”, che non stonando nella scaletta, già lascia ben presagire. Per l’occasione Michael duetta anche con una rediviva Shania Twain, in una versione di “White Christmas” swingata ed insolita per le corde di lei, molto meno per quelle di lui, che invece appare fluida soprattutto per la diversità vocale, che contrappone una voce rassicurante e piena ad una leggera e colorata di falsetti riusciti.

E se già Bublè è uno, come scrivemmo in passato per l’uscita di “Crazy love”, che ti evoca l’immagine del vicino di casa simpatico, che ti soccorre se ti vede in difficoltà con le borse della spesa e che inviti dentro a cena dopo che ti ha aiutato, con questo disco è ancor più facile pensare di aprirgli le porte di casa per farti aiutare ad addobbare, magari mentre intona questi canti e sorride ai bambini che rompono le decorazioni di vetro. Provate a far girare “Crhistmas” nel vostro lettore mentre addobbate, vi scoprirete a sorridere anche voi. Otto

Fabio Fiume

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