Emma e quell’autore in più che non avrebbe guastato. La recensione di Fabio Fiume

Un insieme di canzoni pop ben fatte, con qualche infiltrazione energicamente rock da ragazzaccia, come qualcuno la descrive, ma che sotto, sotto non è; questo è “Sarò libera” il nuovo lavoro di Emma, giunta alla terza pubblicazione in appena un anno e mezzo. E forse il tempo troppo ristretto in cui lavorare, ha un po’ impedito ( per il momento ) la crescita della cantante, che tutto sommato riprende quanto di positivo fatto col precedente lavoro “A me piace così”, già doppio platino, ma allo stesso tempo non riuscendo a scrollarsi di dosso gli errori. Di positivo ci sono dei testi che ben rappresentano l’età della ragazza, l’età della passione, dell’amore che passa per le mani, come nel singolo ed anche title track o in “Senza averti mai”, delle premiata ditta Camba/Coro o degli abbandoni che iniziano ad esser più ragionati e coscienti e non risultato dell’ultimo litigio adolescenziale, come in “Da quando mi hai lasciato tu” scritta per la cantante da Roberto Casalino, autore sempre più ricercato e quotato. Di positivo, anche la carica interpretativa di Emma, che rende credibile ciò che le esce da bocca, accompagnandolo anche col linguaggio del corpo, sul palco; è facile quindi pensarla mentre spalanchi le braccia eseguendo “Tra passione e lacrime”, brano nato già per esser singolo, grazie a quell’impatto dell’inciso che ti entra in testa e difficilmente puoi scordare, anche se è nel pezzo che chiude il disco la perlina del lavoro, quella “Scusa se vado via”, che in certe sfumature ci ha ricordato la prima Irene Grandi, quella che cantava pezzi scritti con Telonio, autore che andrebbe un po’ più ricercato, soprattutto dai giovani, poichè dotato di una capacità di scrittura fresca e poco manieristica. I difetti del disco emergono invece, come per il precedente, nella scelta di una track list che presenta nel suo mezzo cose un filo trascurabili, che qualcuno potrebbe al massimo definire carine con quel sorriso di sufficienza che un artista giovane dovrebbe scongiurare ed evitare. Ad esempio “Non sono solo te” , scritta tra gli altri da Niccolò Agliardi, ti lascia in attesa di un’esplosione che non arriva, di una variazione la cui assenza causa l’implosione del pezzo, come una “scopata” interrotta sul più bello, oppure “Maledetto il giorno” sulla cui strofa ricanti la sigla del cartone animato “Le avventure di Hack e Jim”. La cosa che lascia un po’ pensare è che spicca la mancanza di un autore che faccia un po’ la differenza; quelli che ci sono in “Sarò libera” sono più o meno quelli che trovi in tutti i dischi dei ragazzi usciti dai talent, che rendono alla fine i prodotti abbastanza simili tra loro. Non a caso il precedente lavoro di Emma acquistò un paio di punti con la ristampa che includeva tre brani di Kekko Silvestre dei Modà. Magari se si fosse aspettato un po’ di più per completare il disco, che comunque alla fine conferma una piena sufficienza, si sarebbe potuta avere qualche firma in più e permettere al repertorio di crescere e non restare ancorato a quanto già fatto. Sei +

Fabio Fiume

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