Beyoncè e la voglia improvvisa di zittire lo stereo. La recensione di Fabio Fiume

Quando si capirà che avere una bella voce non significa dover fare un disco in cui urli come un’ossessa dall’inizio alla fine? E’ la domanda che rivolgeremmo volentieri ad una cantante straordinaria come Beyoncè, arrivata alla quarta pubblicazione solista, dopo la dipartita dalle Destiny’s child, intitolata guarda caso “4”, ma che ha un po’ la tendenza a trasbordare, a rompere gli argini della sopportazione uditiva ed insieme agli argini, correre il rischio di rompere anche qualcos’altro, di meno fine! Eppure “4” si apre con una ballata soul molto patinata, dal titolo “1+1”, che lascia ben predisporre al resto dell’ascolto, sperando che forse la nostra abbia messo un po’ da parte l’inseguimento perenne all’ultima nota impossibile da prendere ed invece così non è, quasi come fosse un esercizio ginnico. Ascoltando ad esempio “I care”, sorpassati i due minuti e mezzo l’unica voglia possibile è quella di riscoprire il silenzio, oltre che a chiederti insistentemente perchè mai si siano sciolte le Destiny’s, se poi continui a fare gli stessi dischi? Anche “Rather die young” è un compitino svolto al massimo delle possibilità vocali ma nulla a confronto di “Start over”, dove si parte proprio già alti e si sale, sale, fino a scalare l’Everest dell’ugola. Peccato perché quando Beyoncè non cerca di strafare si produce in cose davvero godibilissime come “Love on top”, interpretata magistralmente ai recenti Mtv video awards, che ricorda alcune cose anni 80 di Whitney Houston, per spirito scanzonato, o come nel lento un po’ più “careyano”, “I miss you”.
E mentre possiamo vederla bellissima (e sufficientemente nuda da fare invidia a Nadia Cassini quando nei varietà italiani vestiva solo di calzamaglia e stelline appuntate a coprire solo li), nel video di “Best thing i never had” , brano carino ma senza troppe pretese, scritto tra l’altro da uno che un tempo era molto ricercato come Babyface, si apprende che il nuovo singolo sarà la trascurabile “Countdown”, che è in questo “4” ciò che proprio non noti, né in positivo né in negativo e che è scritta da qualcosa come 9 autori diversi pur non essendo propriamente un brano dei Pink Floyd! Ecco che nella parte finale arriva però il colpo di coda, quella “I was here”, scritta per Beyoncè da Diane Warren, autrice specializzata nelle ballads, ( quelle che…provate a ricordarne una, sicuramente l’ha scritta lei!) che profuma molto di Alicia Keys.
Questo “4” è un disco su cui Beyoncé poteva riflettere un po’ di più, evitando gli episodi più convenzionali e soprattutto ascoltando gente come Dionne Warwick, piuttosto che Whitney o la sua stessa amica Alicia Keys, per capire che l’acuto è un abbellimento di una canzone, un momento “cattura attenzione”, che invece va inevitabilmente via se la canzone stessa è un acuto continuo.  Cinque meno meno
 
 
 
Fabio Fiume

 

 

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9 pensieri su “Beyoncè e la voglia improvvisa di zittire lo stereo. La recensione di Fabio Fiume

  1. Ma abbiamo ascoltato lo stesso disco?

    La tua recensione fa acqua da tutte le parti, se dovessi elencarti qui tutte le cazzate megagalattiche che hai scritto riscriverei la Bibbia.

    Ti risulta che esista un pezzo delle Destiny’s Child vagamente nello stile di I Care? Nominamelo, perchè mi dev’essere sfuggito.

    Ti lamenti dell’eccesso di acuti e di “scalate dell’Everest dell’ugola” e la tua canzone preferita è Love On Top, che si risolve proprio in una scalata delle ottave ed è IN ASSOLUTO la canzone in cui Beyoncé strilla di più in tutto il disco ed in tutta la sua carriera?

    Ti lamenti sempre del suddetto eccesso e liquidi come trascurabile ed insignificante Countdown, un pezzo originale e fantasioso quanto leggero e vocalmente dotato di grazia e moderazione?

    I Was Here profuma di Alicia Keys? (????????????????)

    Ti risulta che il disco precedente di Beyoncé fosse così vocalmente esplosivo? L’hai sentito?

    Sai che forse non esiste al mondo una virtuosa tanto virtuosa quanto Beyoncé che sappia dosare il suo dono e dare il suo posto agli acuti senza doverli spalmare dappertutto come hanno sempre fatto tutte le altre virtuose?

    Sai che una Whitney o una Mariah (o anche un Aguilera) non si sarebbe mai sognate di fare un album come I Am Sasha Fierce in cui le parti più alte dell’estensione venivano completamente e volontariamente ignorate?

    Visto che ci siamo, sai cos’è un acuto?

    Sai che secondo il tuo ragionamento il 95% del repertorio di Aretha Franklin (e delle cantanti con un’estensione) andrebbe buttato nel cesso?

    Potrei andare avanti, ma come vedi è troppa roba.

    Il tuo è un ascolto superficiale e ignorante, che non si scomoda nemmeno a notare lo splendore dei cori e dei background vocals (da lei stessa arrangiati ed eseguiti), la cura maniacale dei suoni, delle armonie.

    E anche l’estrema varietà dei modi in cui viene usata la voce in questo disco.

    I gusti sono gusti e sono insindacabili, ma anche le cazzate sono cazzate, e tu ne hai scritte una marea 🙂

  2. Pingback: Anonimo
  3. Ogni recensione, anche scritte dal magnate dei critici musicali, trova dissenzi tra i fans che vedono magari “bocciato” l’artista che amano, ma anche tra i detrattori che vedono “promosso” qualcuno che detestano. Ci si fa il callo. Per quanto mi riguarda, non promuovo e non boccio nessuno; do semplicemente la mia visione del quadro… e non mi pare sinceramente che “4” stia facendo miracoli, anzi. Come non li ha fatti Lady Gaga, come non li ha fatto Dolcenera, come non li ha fatti Loredana Errore. Tutti album con cui non sono stato buonissimo e che hanno ottenuto risultati decisamente al di sotto delle aspettative. Casualità!

    • Intanto si scrive dissensi.
      Poi magari se avessi davvero ascoltato bene l’album avresti evitato di cadere nei soliti luoghi comuni di quando si giudica Beyoncè senza conoscerla: le Destiny’s, i paragoni (inutili) con Alicia, Mariah e Whitney. 4 non avrà fatto miracoli a livello di vendite, ma ci ha regalato un’artista matura, consapevole della sua grandezza vocale e decisa a non accettare i soliti compromessi per scalare classifiche.

  4. Caro Fabio Fiume, ma come l’hai????!!!!!
    I Was Here “Aliciano”????!!!! Semmai 1+1…poi dici che Beyonce urla e ti fa venì la voglia di spegne lo stereo e ti piace Love On Top!!!!!! In quella canzone urla da morí non in Start Over…-.- “la trascurabile Countdown” stai scherzando spero??!! Il pezzo piu originale dell’album e dell’intera discografia di Bee!!!! Poi Beyonce con 4 ha venduto poco??!! Per essere uscito in Giungo, con quasi punta promozione e un singolo azzardatissimo che un c’entra niente con l’album mi pare abbia venduto anche troppo!!! Lady GaGa avrebbe venduto poco!!! Ha raggiunto 5 milioni da poco e l’album é uscito in primavera!!!!!
    P.S: ti consiglio vivamente di ri-ascoltarti 4 perche é un ottimo CD, direi il migliore di Beyonce…..

  5. Beh l’errore di battitura ci sta quando si scrive di corsa. I migliori giornali e addirittura libri ne sono pieni e pensi che nelle case editrici c’è chi è assunto apposta per rileggere e correggere. Guardi comunque, che ho scritto del disco dopo averlo ascoltato per ben una settimana di continuo. Non scrivo mai dopo ascolti poco attenti. Se la mia opinione dissente dalla sua, me ne dispiace ma me ne farò una ragione, come me la sono fatta per ogni 4 dato, seguito da insulti anche meno garbati dei suoi. Alla fine è il mio lavoro; scontenterò sempre qualcuno.

  6. E’ assolutamente inaccettabile che un’artista del calibro di Beyoncé venga catalogata da “cinque meno meno”. Di certo non voglio importi la mia idea, semplicemente farti notare che dare un giudizio così basso soltanto perché questo album non corrisponde ai tuoi gusti musicali sia davvero poco professionale da parte tua che recensisci e che in teoria dovresti essere oggettivo.
    Beyoncé è una cantante ad alti livelli, ha una voce eccezionale, un’estensione che farebbe invidia a moltissime altre cantanti, non stiamo parlando della prima novellina che si sente alla radio! Vedere che non merita neanche la sufficienza mi fa avere seri dubbi sul tuo metodo di giudizio, visto che quest album non è da buttare!
    Come il resto delle persone che hanno commentato questa recensione trovo i paragoni che hai fatto con altre professioniste inadatto.
    Naturalmente questo è un mio parere, vige la libertà di pensiero e ognuno scrive ciò che vuole.

  7. Fabio Ognuno ha la sua opinione, però ti prego, non nominare Beyoncè insieme a Dolcenera e Loredana Errore, ne tantomeno a Lady Gaga perchè sarebbe una bestemmia.
    Ho trovato “4” un disco estremamente maturo, senza eccessi. Leggo i testi delle sue canzoni e ritrovo in essi l’atmosfera che con la sua voce e con la musica mi trasmette.
    Devo essere sincera, non ho apprezzato a pieno l’album il primo momento che l’ho ascoltato. Forse mi risulta proprio l’album meno commerciale che ha fatto, sebbene non sia il mio preferito.
    Credo che sia un disco che va sentito più volte prima di essere giudicato e questo è sicuramente un pregio: ciò che risulta subito orecchiabile e canticchiabile sa di commerciale e ha poco di originale.
    Come te, la mia canzone preferita è Love on Top ed è vero che è la canzone dove strilla di più… Ma un artista del suo calibro, che ormai non ha più bisogno di essere messa alla prova, non ha diritto di tirarsela anche un pò?!

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