Jennifer Lopez: Casa classifica riapre le porte ma quella dell’arte no! La recensione di Fabio Fiume

Se lo si guardasse dal bieco lato commerciale, questo ritorno in album di Jennifer Lopez, dal mai troppo inflazionato titolo “Love?”, è un disco praticamente perfetto; dodici tracce dodici, nessuna delle quali passa inosservata, tutte con un altissimo potenziale airplay, persino l’unica ballad, “Until it beats no more”, tutte adatte ad essere un singolo di successo, corredato da video in cui la nostra è sempre splendida e accattivante come una teenager, a dispetto dell’età non proprio freschissima. E proprio qui sta il problema di questo “Love?”. J.Lo come ormai la chiamano tutti, manco fosse una marca di scarpe, ha concepito un disco di musica che cozza un po’ col suo status di conclamata diva della canzone si, ma ormai over 40. “Love?” fa sicuramente più concorrenza ad un disco di Lady Gaga, che di anni ne ha quasi 20 in meno, piuttosto che dell’eterna lolita Britney Spears, ma non certo alle sue coetanee, tipo Mariah Carey. Certo si potrebbe disquisire sul fatto che anche Kylie Minogue, altra over 40, fa musica per lo più da ballare, ma andrebbe anche detto che la Minogue nasce proprio come artista dance, cosa che non era la Lopez, che si ispirava ad un mondo più black, e veniva dalle fila delle ballerine di Janet Jackson.

Per il suo “Love?”, che pur si è fatto attendere non pochi anni, Jennifer sposa tutto ciò che è tendenza tra i giovanissimi nell’ultimo periodo, dalla produzione firmata “Red-one”, alla già citata Lady Gaga, che scrive per lei la conclusiva “Hypnotico”, superiore ad oltre mezzo del suo vendutissimo “Born this way”, ma anche Pitbull, che andando a riprendere il caliente motivo della “Lambada” targata 1989, lo trasforma, mischiandolo alle sue solite sonorità cafone, assemblando una “On the floor”, in cui non si lascia di certo scappare l’intervento (ormai ha il dono dell’ubiquità), che è certamente una hits spacca chart, spacca airplay, ma come l’originale, dopo tre volte che l’hai ascoltata, ti ha anche già spaccato i beeep. Non manca nemmeno Taio Cruz, la cui composizione però, l’attuale singolo “I’m into you”, in cui interviene anche il rapper preferito dalla signora Lopez, ovvero Lil’Wayne, riesce almeno a non scadere nella più becera accozzaglia di suoni che fa, tanto patacca al dito e catenone al collo.

Il brano migliore del lavoro è senz’altro quello che ne ispira il titolo, quella “(What is) love?”, inizialmente lanciata (J.Lo la propose in fintissimo live al Sanremo della Clerici) e poi ritirata dal mercato per scissione del contratto con l’etichetta a quel tempo in essere. E se fortunatamente traducendo il testo di “Papi”, si scopre che, la poco delicata composizione non è dedicata al “nostro papi”, tale fortuna non è applicabile alle corde vocali della bella venere, giacchè nel disco della Lopez ci sono tutti i trucchetti utili per coprire le varie pecche, dalle coriste avvolgenti, alla doppia traccia vocale che segue costantemente la sua, fino a vari atefizi elettronici, per alzare tonalità al di fuori della propria portata. Insomma, “Love?” è un album che rilancia le quotazioni commerciali della bella cantante, in maniera addir poco convincente, questo glielo riconosciamo, ma la qualità, dove per essa non si intende l’enorme ed impeccabile sforzo produttivo, è di casa un po’ più in la!  Cinque.                                            

Fabio Fiume

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