Francesca Romana e le molteplici donne nel suo specchio. La recensione di Fabio Fiume

A tre anni dal precedente lavoro discografico, torna sulle scene una bella promessa del cantautorato al femminile ovvero Francesca Romana. La cantante leccese dà infatti alle stampe il nuovo album “Lo specchio” , frutto di lunga gestazione, ( partita con la vittoria del premio De Andrè nel 2009 a cui ha fatto seguito quella di Musicultura 2010 ) e di collaborazioni pregiate, tra cui Pacifico e Cristiano De Andrè.

“Lo specchio” è un perfetto ritratto del mondo femminile, descritto vivendolo dal di dentro in maniera nitida, proprio come l’immagine che esso riflette; e non mente, non trascura i segni che solcano il viso e che raccontano di sè, non omette le emozioni che colorano lo sguardo, non placa il giudizio con cui ci si valuta. Emergono così molti ritratti diversi di donne e Francesca ce li propone con la sua voce netta, sicura, a volte quasi distaccata, altre molto più intima, come a tracciare la differenza tra il canto di se stessa e quello altri personaggi. Tra questi racconti colpisce “Giovanna la pazza”, che canta la storia della moglie di Filippo D’Amburgo, data a lui in sposa solo per accordi politici giacché nell’interesse del duca infatti solo impadronirsi del regno di Aragona, di cui Giovanna è unica erede; ma non amandola la tradisce ripetutamente, accusandola persino di pazzia dinanazi alle sue scenate, calunnia che le rimase addosso anche dopo la morte del suo sposo. Meno tragica e più lussuriosa la variazione data alla storia di Biancaneve per il brano “Io e Biancaneve”, dove la mela che la bella principessa morde, cadendo nel sonno profondo, viene posta in parellelo a quella che Eva offre ad Adamo, e che chiuderà a tutti noi le porte del Paradiso, ricordando attraverso questo paragone, quanto le donne sappiano essere candore e purezza, ma anche rosse come il peccato. Pacifico è coautore di “Contro il mio sguardo”, che come da suo marchio appare ispirata e semplice mentre Cristiano De Andrè co-firma “Il demone”, visto sempre come l’alterego che ognuno si porta dentro. Difficile pensare che i sistemi di diffusione si accorgano di Francesca Romana, anche perchè la maggior parte dell’album non strizza l’occhio al mondo radiofonico, se non per orecchiabilità, per temi. Però, di sicuro, “Lo specchio” è un lavoro di concetto, di verità, e qualora questa vi sfugga un brano come “L’estranea” è posto li per farvela ritrovare. Sei 1/2

Fabio Fiume

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