Cee-lo Green: Una voce di peso per un’estate dance , la recensione di Fabio Fiume

Pochi si ricordano di quel progetto r’n’b/dance chiamato Gnarls barkley, ma chiunque ricorda il loro più grande successo, quella “Crazy” che ha messo in cascina qualche milioncino di copie, grazie ad un sound ficcante ed a quella voce sottile eppure potente, piena di colore e pathos nonostante si inerpicasse su una base smaccatamente dance; quella voce era ed è di Cee-lo Green, che adesso presenzia sul mercato con il suo progetto solista, intitolato “The lady killer”. Poca fantasia emerge sicuramente in questa proposta solista, che altro non è, alfine, che un campionario di tutto quello che è nato, nel corso degli anni, ogni volta che la musica di colore si è sposata col pop. Eppure “The lady killer” è un buon album, dove la differenza la fa sicuramente la voce del corpulento cantante, che assume all’occorrenza varie sfumature, tanto che spesso ci si chiede se sia sempre lui a cantare questa manciata di canzoni, tutte potenziali singoli, per quanto orecchiabili e persuasivei per il mondo radiofriendly. Alcune tracce sono assolutamente sopra la media, come la bella “I want you”, abile gioco di fiati tra cui la voce di Green sembra essere quello guida o come “Fool for you” proposta con il redivivo Philip Bailey, per un tripudio vocale elegante e curato. Ispirazioni 60’s nei già noti singoli “It’s ok” e “Forget you”, presente nell’album, come bonus track, anche nella versione non censurata dal titolo originale “Fuck you”. Particolarmente riuscita anche l’attuale proposta, quella “Bright lights bigger city”, che riesce ad apparire originalissima in questa estate dove pare che ( a parte Adele ) senza “unz unz” becero/dance, la porta delle radio la si trovi irrimediabilmente chiusa. Molto femminile l’intenzione vocale in “Wildflower”, che avrebbe trovato degno posto anche nella discografia di una cantante stile Duffy ( di cui non si capirà mai, perchè non abbia funzionato l’ultimo bel disco ), mentre nella pur riuscita “Cry baby”, lo spirito di vocalist come i dimenticati Cunnie Williams e Jack Radics emerge prepotente; ma Cee-Lo ha dalla sua di essere meglio noto ai più! Un disco non originale quindi “The lady killer”, ma senz’altro meritevole di essere qualcosa di diverso rispetto a quanto spopoli adesso. E chissà che la signora killer, non sia in realtà una delle trombe presenti nel lavoro, che magari assassinerà serialmente i tanti “unz unz” che ci hanno disperatamente invaso, o se per vederli sparire si debba attendere irrimediabilmente Settembre! Sette
 
Fabio Fiume
 
 
 
 
 
 
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