Chiara Canzian: Un disco pregiato senza se…… La recensione di Fabio Fiume

Tra i vari figli dei Pooh, che sfruttando le porte aperte dai loro cognomi, hanno provato a fare e fanno diverse cose nel mondo dello spettacolo, quella che ha di sicuro ereditato il genio della musica è Chiara Canzian, figlia di Red, bassista della storica band; e forse, tra i fratelli di quella che è un enorme famiglia allargata, Chiara è anche quella che probabilmente proprio spianata la strada non l’ha avuta, giacché essendo “solo” una musicista ha avuto soltanto nei suoi dischi il mezzo per far parlar di sè . Adesso a distanza di due anni dal precedente “Prova a dire il mio nome”, la Canzian torna sul mercato con un lavoro indipendente, intitolato “Il mio sangue” , senza lo strombazzamento di un Sanremo, rivelando, ancora una volta, quanto importante per lei sia solo la musica. Già il titolo appare abbastanza rivelatore di un album realizzato in maniera molto essenziale, con pochi strumenti ( basso, batteria, piano, chitarra, impreziositi qui e li dagli archi e dall’ intervento in delay sugli strumenti, ovvero la modifica del loro suono dopo averli registrati ) ed in cui Chiara si è espressa in prima persona, scrivendo quasi tutto di suo pugno e collaborando agli arrangiamenti, quasi come se quei pezzi musicali dovessero raccontare pezzi di sè. Il tema principale del lavoro, pare essere una storia complicata, forse finita, ma raccontata con grande dignità di sentimento, pur svelando fragilità a tratti tenere. Come nella title track, un vero gioiello acustico, ricco di pathos in cui si svela un senso di appartenenza senza remore; un dare se stessi come dono, come recita :” il mio sangue, la mia vita, per un solo tuo pensiero, i miei occhi, la mia voce. per un solo tuo sorriso. Tutta me per appartenerti sempre”. In “Dimmi che è vero”, Chiara si diverte su un sound più elettrico, dimostrando di essere all’altezza di un ritmo più british, fondendolo con la grande melodia italiana, che invece osteggia con giustizia come vanto. E se le radio si tappano le orecchie non promozionando un brano decisamente buono come “E ti sento”, chiudendosi sempre alla non apertura del nuovo, se il nuovo è nostro e soprattutto non spinto da grandi investimenti, Chiara rincara la dose con la sentita “Che colpa avevo io”, disamina attenta di fatti che hanno portato la storia fino “alla tua schiena mentre te ne vai”, e con “Senza se” brano di grande intimità che ti immagini nato nella sua camera, con la chitarra sulle ginocchia. Originale il package cartonato ed invecchiato, anche se la foto di copertina, un po’ scialba, non rende giustizia ai colori del bel volto della cantautrice. “Il mio sangue” è lavoro di grande intensità, che merita spazio e possibilità; peccato però, che ancora una volta i programmatori radiofonici sembrino affetti da diffusa malattia, chiamata “paraorecchi”. Otto 1 /2  – Fabio Fiume

 
 
 
 
 
 
 
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Un pensiero su “Chiara Canzian: Un disco pregiato senza se…… La recensione di Fabio Fiume

  1. Ottima recensione, Chiara merita maggiore attenzione e supporto. L’album è scritto ed arrangiato con un’attenzione maniacale pur essendo scarno nelle sonorità e la stessa attenzione è stata riservata al packaging. Non solo: costa anche meno dei “normali cd” anche di artisti sopravvalutati. Lo regalerò sicuramente agli amici, magari impreziosito da una dedica di Chiara. Approfitto x ricordare a tutti, specie ai milanesi, che Chiara Canzian si esbirà il 10 maggio al Goganga di Milano: venite in tanti, non ve ne pentirete!

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