Mauro Ermanno Giovanardi: Ho sognato troppo l’altra notte ? Il risveglio dopo i La Crus – La recensione di Fabio Fiume

La musica retrò è un vezzo dei tempi nostri; sono diversi gli artisti che ripropongono arrangiamenti che pescano a piene mani da cose che abbiamo già sentito, sfruttando il fatto che così, ci appariranno più familiari ad orecchio.
Certo, il vezzo ce l’hanno in tanti, ma il gusto di come farlo alberga in pochi e tra questi si inserisce a pieno titolo Mauro Ermanno Giovanardi, il cui nome buttato lì per caso, non dice tanto alla massa, che per ricoscerlo ha bisogno di sentirsi dire: ” La Crus”.
Proprio per questo motivo all’ultimo festival della canzone italiana, Mauro, selezionato dalla commissione con estrema facilità, grazie alla sua bella “Io confesso”, ha dovuto chiedere al compagno di merende Cesare Malfatti, di ricostituire per l’occasione il duo, per giustificare una presenza che altrimenti avrebbe avuto a seguito del nome un: “chi”? E quella, “Io confesso” che l’anno prima era stata affidata alla voce al singhiozzo di Giusy Ferreri, poi ritiratasi in corsa dalla candidatura festivaliera, ha trovato nel suo autore, l’interprete più azzeccato possibile; eppure “Io confesso” con la sua aria rarefatta, che sembrava uscita dal baule delle cose dismesse, lasciato in soffitta tra ricordi impolverati e pungente odore di naftalina, ascolto dopo ascolto ha raccolto consensi, spingendo il pubblico a farle sfiorare il podio a Sanremo e ad ascoltare ed acquistare il disco poi, anche perché si sa, i ricordi sanno scaldare anche i cuori più impavidi.
Giovanardi questo lo sa benissimo e così a contorno di quella canzone, monta un album dal titolo “Ho sognato troppo l’altra notte”?, che si muove sulla falsa riga, tra covers di brani  fortunatamente non troppo sentiti ( ecco il gusto ) e composizioni personali che giocano con arditi arrangiamenti orchestrali, degni di trasmissioni musicali della tv in bianco e nero.
Tra le covers ad esempio Mauro sceglie “Se perdo anche te” di Gianni Morandi, che sicuramente nello sterminato repertorio dell’artista di Monghidoro, non spicca come una di quelle proposte trite e ritrite, mentre rimandendo in tema 60’s concede spazio anche ad un’insolita “Bang bang” cantata in duetto con l’erotica voce dell’attrice Violante Placido, già prestata alla musica altre volte. L’erotismo vocale delle voci dei due, cavernosa e scura quella di lui, sensuale e “lolitesca” quella di lei, si tinge del rosso tramonto della malinconia del testo, giocato sul ricordo del primo amore, nato quando ancora era troppo presto per riconoscerlo come tale. Guadagnano spazio nella track list anche “Desìo”, piccolo gioiello in contrasto col suo sottotitolo, il rumore del mondo, che si muove sinuosa proprio come il desiderio di ognuno di noi, e “La malinconia dopo l’amore” cantata in duetto con una sempre più incisiva Syria.
Avrà insomma anche sognato troppo l’altra notte Mauro Ermanno Giovanardi, ma la notte ed il sogno con lei, hanno portato decisamente consiglio; quello della buona musica. Sette 1/2
Fabio Fiume
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