Virginio, Finalmente: il vincitore di Amici 2011 nella recensione di Fabio Fiume

Scusi, dov’è Via della Gioia ?

Un po’ tutti i mezzi di stampa riconoscono nel recente vincitore di Amici, Virginio Simonelli, in arte semplicemente Virginio, una capacità cantautorale fuori dal comune, soprattutto quando ad essere scoperta è la vena intima; pare ovvio quindi che “Finalmente”, il suo album di fresca pubblicazione, attinga a man bassa da quel mare di sentimento che per un periodo di tempo, anche abbastanza lungo, Virginio ha dovuto tenere riposto in un cassetto. Sono infatti passati 5 anni dal precedente lavoro
discografico del cantautore di Latina, 5 anni di ricerca interiore, ma anche di studio e comprensione di cosa fosse quel mondo discografico e più in generale dello spettacolo, che per un attimo, il tempo di un Sanremo, lo aveva fagocitato per poi risputarlo via pochi mesi dopo, come cibo indigesto.
Cosa non andava in quella “Davvero”,( che così schifo forse non faceva, se uno come Tiziano Ferro l’ha praticamente riscritta trasformandola in “Alla mia età”, successo quasi bibblico ) presentata a Sanremo 2006, eliminata al primo turno o in quell’album la cui promozione non era mai davvero partita, azzoppata probabilmente da quella inattesa eliminazione?
Risposte che Virginio non ha trovato ma che ha potuto finalmente metabolizzare nell’edizione del talent, che nei mesi di programmazione gli ha concesso il tempo di lavorare su se stesso, con professionisti di rango, che lo hanno mantenuto sempre sul filo della bocciatura, permettendogli così di scoprire l’orgoglio e l’ambizione tale per maturare il classico colpo di reni che lo rispingeva al di là della staccionata dei promossi. Adesso “Finalmente” è l’album della nuova possibilità, quello che gode di un battage pubblicitario insperato per qualsiasi esordiente e che ovviamente senza farsi troppo attendere, ha già fatto comparsa tra i piani alti della classifica. Come detto c’è una non convenzionale sensibilità in alcuni testi, scritti quasi tutti da Virginio, come nel singolo “Ad occhi chiusi” in cui la dipendenza d’amore diventa l’ultima bellissima follia. Propositive, invece, “Non ha importanza” dove lo stesso autore mette alle spalle le proprie paure e la delicata “Dolcenotte”, in cui un guanciale può esser punto di riflessione per archiviare quanto di brutto ci accade.
Nonostante i messaggi siano votati alla rinascita e ripartenza, Virginio mostra però il limite di sembrare nelle sue interpretazioni sempre triste;
non a caso il giovane si è guadagnato nomignoli esilaranti dalla Gialappa’s, come Tristinio, o da Chiambretti che recentemente lo ha definito “Depressoman”.
In tal senso arrivano positivamente in scaletta, “A Maggio cambio”, scritta Kekko Silvestre e “Sincero” di Roberto Casalino e Massimo Greco, che diversificano la proposta negli arrangiamenti, donando un po’ di colore all’album che altrimenti resta come la sua copertina, ovvero beige. Magari chissà, questo successo grande potrà aiutare Virginio ad imparare a concedersi un po’ di allegria. Non sarebbe peccato. Cinque,
Fabio Fiume
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