Emma: la passione di “A me piace così” per proteggere le ferite – la recensione di Fabio Fiume

Seconda prova discografica per Emma ( Marrone ), penultima vincitrice del talent Amici, che fresca di vendite copiose come la neve in Alto Adige, riappare sul mercato con, “A me piace così”, fresco di ristampa sanremese, che porta un arricchimento di tre tracce alla versione precedente. La cantante salentina, che vanta di suo un quasi triplo disco di platino per l’ep d’esordio “Oltre”, non aveva esattamente rispettato le attese con la prima edizione di questo lavoro, che aveva esaurito un po’ prematuramente la sua forza vendita, non avendo trovato nel singolo “Con le nuvole” , il giusto punteruolo con il quale tentare la scalata, trovando un ostracismo radiofonico che non aveva colpito la smash hit “Calore” appena sei mesi prima. Eppure il brano scritto tra gli altri da Roberto Casalino, non era lontano dalle cose che i network maggiori abitualmente passano e forse pagava scotto per un inciso debole che non ripagava una strofa ed un riff particolarmente riusciti. Ed in corsa, a nulla era quasi servita la buonissima “Cullami”.Sarà sembrata quindi oro luccicante agli occhi dei discografici, la proposta di Francesco, leader dei Modà, di dividere il palco con la cantante, che nel frattempo aveva inizato a riappropriarsi di sè con un nuovo taglio di capelli, sfida gravità. E con un Sanremo positivamente archiviato, baciato da un 2° posto che ha messo un po’ tutti d’accordo, “A me piace così” ha ripreso nuova vita, non solo nelle classifiche dove a sbarrargli la strada alla vetta ci si è messo solo l’album dei “cugini” Modà, ma anche nelle radio che hanno iniziato a riprogrammare il disco, dopo il difficilissimo rapporto creatosi in quel del Festival, proprio a causa della forte personalità della ragazza, che non mandandole di certo a dire, si era ribellata ad una serie di domande ripetitive. A noi, in quella sede, Emma non aveva dato sensazione né di supponenza, né di presunzione, ma era apparsa solo molto fragile, come se avesse un nervo scoperto, che nemmeno la sua forza dirompente sul palco, proteggeva a sufficienza. “A me piace così” , riascoltato con questa nuova immagine è un disco di genuino pop/rock, ammiccante ma con rispetto per l’intelligenza degli ascoltatori, che trasuda grande passione, vocale, fisica, totale ed in cui si sente decisamente rispetto ad “Oltre”, quale sia l’indirizzo personale che ha indotto la cantante a scegliere alcune cose, meno che altre. Kekko Silvestre pitta sulla sua voce “Io son per te l’amore”, ( che sorpassa di gran lunga la più debole “Per sempre”) che si candida a prossimo tormentone, finita l’euforia per il duetto su “Arriverà”, ma anche la coppia Bungaro/Grandi, regala un piccolo gioiellino come “Dalle vene”, il brano migliore del disco, dove è nitida l’immagine di Emma che lotta fiera sul palco,prima di rientrare in quella stanza d’albergo, tana dove leccarsi le ferite. Passa il turno stavolta Emma, con un unico consiglio, ovvero, quello di imparare a giocare un po’ di più con le tinte della sua voce, proprio come fa in “Colori” , di Roberto Angelini, in cui spinge meno, permettendo però anche all’ascoltatore di rifiatare, dopo cotanta pienezza e presenza vocale. Sei 1/2
Fabio Fiume

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Un pensiero su “Emma: la passione di “A me piace così” per proteggere le ferite – la recensione di Fabio Fiume

  1. emma,montata, maleducata,farebbe qualsiasi cosa per avere un posto la sole,talento zero per cui punta sui gossip però ha la protezione di maria non credo una parola di ogni cosa che ci vuole far credere.voto sotto 0

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