MODA’: Viva i romantici che scalano le classifiche alla conquista del 2011. La recensione di Fabio Fiume

Potrebbe essere un disco di debutto questo dei Modà ed invece, ovviamente, non lo è; la band capitanata da Francesco (Kekko) Silvestre che vanta difatti oltre un decennio di gavetta, tre album dalle altalenanti prestazioni, soltanto adesso ha raggiunto una popolarità tale presso il pubblico che li considera come una nuova band, stupendosi quasi, quando ascoltando “Quello che non ti ho detto”, si ricorda di loro, ricongiungendoli a quella canzone di successo. Ed adesso i Modà se la godono tutta, e con giustizia probabilmente. “Viva i romantici”, è già volanto al n° 1 in classifica, ponendosi in dirittura d’arrivo per il primo disco di platino, che è forse il premio che chiunque faccia musica attende, il lascia passare ( palco di Sanremo compreso ) per dire in famiglia :” faccio il cantante, suono in una band”, senza che questi storcano il naso pensando:” è un perditempo”! Meriti per gavetta a parte, “Viva i romantici” è un disco che ti pone a metà, tra la voglia di applaudire con veemenza, e quella di partire di frustino, come gli insegnanti di una volta, che bacchettavano le mani dei malcapitatati alunni ad ogni minimo errore. Si applaude facile ai Modà, perchè il loro background musicale è importante e da questo Kekko, in primis, ha trovato la giusta formula per concepire brani pop piacioni ( cosa assolutamente non facile ) ma che non tradiscano l’ amore per il rock, concedendo sì la scelta delle armi alla melodia, ma lasciando fare i bagagli ad un sound maschio, possente persino nelle ballads; si applaude per un brano come “Sono già solo”, che già ha conquistato la chart per oltre sei mesi e che gode della capacità di non stancare e lo si fa anche per “Vittima” , sfrontata nel testo, che sembra il seguito della meno fortunata “Meschina” e per “Come un pittore” che invece poteva, lette le parole, cadere nel grottesco ed invece trova un’inspiegabile forza poetica, davvero trascinante. Buona anche “Tutto non è niente”, dove il piano è l’unico strumento a far da sfondo a questa dolcissima dichiarazione, così come “Timida” singolo con arrangiamento orchestrale dal sapore 60’s di addirittura un paio d’anni fa, che adesso ha trovato il suo giusto posto in un album. Se questo è il buono, non passano inosservati alcuni contrappassi, ed ovviamente il semaforo diventa rosso per “La notte”, che eppur è gran successo; si sperticano qui però riminiscenze di altre cose, dalla strofa che ricorda da vicino “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri, alla preparazione all’inciso che ricorda “Novembre” di Giusy Ferreri, che già ricordava “Perchè l’hai fatto” di Paolo Mengoli. Anche l’arrangiamento di “Salvami” riecheggia in versione “powerizzata” la celebre hits dei Negramaro “Cade la pioggia”, a cui già spesso i Modà vengono accostati; e certo non è questo il modo migliore per sfuggire al paragone. Tolte queste sbavature però “Viva i romantici”, che trova nel titolo il suo trionfo, trotta ed ha la capacità di poter durare a lungo in questo anno musicale appena partito.

Sette =

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