DUE DI PICCHE, la faccia come il cuore di due che si odiavano. La recensione di Fabio Fiume

Prendere un due di picche non è mai stata cosa piacevole per nessuno ed i Due di picche, costituitisi per l’occasione per mano e mente di due ex-nemici , J.Ax e Neffa, sembran volercelo ricordare. La loro inaspettata unione, maturata dopo anni di sberleffi, l’uno ai danni dell’altro, ed antipatia reciproca palesata dietro le quinte dei festival che li vedevano protagonisti, e tra gli addetti ai lavori, produce un album dal titolo emblematico, “C’eravamo tanto odiati”, perfetto spot di asce sotterrate ( e la cronaca insegna di quanto ce ne sarebbe bisogno ) e giusto crocevia di stili tra l’hip hop rockeggiante dell’ex Articolo 31 ed il soul, r’n’b, dance funkeggiante dell’ ex messaggero della dopa. Il miscuglio è perfetto, il disco perfetto, l’accoppiata funziona in maniera perfetta, dispensando simpatia fin troppo perfetta, ma…il tutto non regala nessuna novità, sempre che i due volessero sorprenderci. Mentre il primo singolo “Faccia come il cuore” dal piglio più tirato con chitarra, basso e batteria in prima linea nell’arrangiamento, si avvicinava decisamente alle ultime cose di J.Ax, per par condicio il secondo, “Fare a meno di te”, con quell’intro che fa tanto Bobby Mc Ferrin, è certamente più nelle corde color nero di Neffa. E se il testo della omonima “Due di picche” sembra accomunarli, mentre ci raccontano quanti ne hanno raccattati, e in “La ballata dei picche”, che tracciano le differenze sostanziali tra i due; già, perché anche se non si direbbe, i due si passano oltre un lustro, e quindi han vissuto le varie fasi della vita in tempi leggermente sfatati, ma sufficienti ad individuare miti adolescenzialii, oggetti cult, frasi tipiche e luoghi comuni diversi; nel brano è il basso a dettare ritmo ed a costituire parte fondamentale della base. In “Anticristo” la visione di dove si trovi il maligno è abbastanza nitida e forte; esso sta dove il piombo buca, ma anche nelle discoteche dove si da alcol ai minori, nei sogni che muovevano Caino, nel tradimento perpetrato da Giuda ma anche nella mano del pedofilo su Facebook. Come dare torto ai due? Peccato che non tutti i testi siano così intensi, così come gran parte delle melodie tracciate non così memorabili. E se si sono odiati in passato, a noi poco importa oggi, giacché nell’album questo non si evince, anzi, la pace tra i due par regnare sovrana…almeno nel disco. almeno tra i due……… Sei

Fabio Fiume

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