Le canzoni del Festival secondo Massimo Poggini


Finora si è parlato di tutto, ma pochissimo di canzoni. A parte la solita nenia degli organizzatori, che continuano a ripetere come un matra che «Quest’anno le canzoni sono bellissime». È davvero così? Oggi le ho ascoltate (quasi) tutte. Ecco l’impressione che ne ho ricavato al primo ascolto:

La verità di Povia: ha provato a porte chiuse, forse perché non voleva svelare la grande trovata scenica che prevede una “lotta” a colpi di archetto tra due violoncelliste alle sue spalle: una rappresenta il “bene”, l’altra il “male”. Inoltre ha eliminato il nome di Eluana dal testo. Voto: 1 (sulla fiducia)

Italia amore mio di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: pure loro hanno preteso le porte chiuse, sai che dispetto! Voto: 1 (pure questo sulla fiducia)

Aeroplani di Toto Cutugno: lui è sempre lui, sa cos’è la melodia. Il problema è che le sue melodie non ci sono mai piaciute. Voto: 3

La cometa di Halley di Irene Grandi: il pezzo lo ha scritto Francesco Bianconi dei Baustelle, ha un bel tiro rock e Irene lo canta con convinzione. Voto: 7

Malamorenò di Arisa: come al solito ha un’intonazione perfetta, e il trio delle Sorelle Marinetti al suo fianco accentua l’atmosfera retrò. Però è un pezzo molto meno d’impatto rispetto a quello di un anno fa. Voto: 6

Jammo ja’ di Nino D’Angelo con Maria Nazionale: devono scontare i trascorsi nazional-popolari. Ma propongono una tammurriata piuttosto trascinante. Voto 7-

Per tutte le volte che di Valerio Scanu: canta bene, ma come tutti quelli che vengono fuori da Amici ha un’impostazione terribilmente vecchia. Attenti, però: potrebbe piazzarsi o addirittura vincere. Voto: 4

Meno male di Simone Cristicchi: la solita filastrocca, su una base più rock. C’è molta energia, ma anche parecchia retorica. Ok, “meno male che c’è Carla Bruni / Siamo fatti così / Sarkonò, Sarkosì…”. Ma chi se ne frega? Voto: 5 e mezzo

Ricomincio da qui di Malika Ayane (nella foto): probabilmente si porta a casa il premio della citica. È un pezzo che forse non arriva al primo ascolto, ma è un gran pezzo e lei è davvero brava. Voto: 8

La notte delle fate di Enrico Ruggeri: un’altra storia di donne “alla Ruggeri”. Lui come autore non si discute, anche se questo non è certo un capolavoro. Voto: 6 e mezzo

Baby dei Sonohra: potete scommetterci, comunque vada sarà un successo! Loro piacciono, hanno un gran seguito, non si può pretendere che facciano anche grande musica. Però il brano è decente. Voto: 6

Per tutta la vita di Noemi: questa ragazza è un mistero, ha una gran voce “nera” e canta da dio. Ma ogni volta è un’incompiuta. Convince soltanto a sprazzi. Voto: 6

Non è una canzone di Fabrizio Moro: il titolo è perfetto. È il trionfo della retorica. Lui ama Vasco e continua a scimmiottarlo (Vado al massimo e dintorni), ma non ha nemmeno un’unghia della sua genialità. Voto: 3

Credimi ancora di Marco Mengoni: ecco, stando almeno alle quotazioni della Snai, un altro candidato al podio. Il vincitore di X Factor canta un brano “finto giovane” abbastanza ben costruito. Il consiglio migliore che gli si può dare è una strofa della sua canzone: “Prendi un respiro / Lasciati andare”. Voto 5

Il mondo piange di Irene Fornaciari con i Nomadi: lei è brava, loro hanno alle spalle una grande storia. Ed è bello vedere sul palco dell’Ariston un Hammond. Però della canzone non resta appiccicato un granché. Peccato! Voto 5 e mezzo

Massimo Poggini

http://blog.max.rcs.it/news/2010/02/sanremo-linviato-da-i-numeri/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...