Vocalmente rammenta il primo Renato Zero e Fausto Leali; tema ricorrente delle sue canzoni è il mare, l’emblema del travaglio interiore di ogni uomo; in Cosa rimarrà di noi, TIBERIO FERRACANE “vibra” il suo universo


Del cantautore torinese Tiberio Ferracane colpisce una beltà completa, l’estetica di quel poco di umano che oggi ci è rimasto, nel caso di quest’uomo, evidente anche attraverso l’espressione vagamente tormentata di un’anima alquanto sensibile. Dall’album Cosa rimarrà di noi, scaturisce uno spirito nostalgico in cui le vicissitudini personali ed il mondo interiore, vengono riflessi attraverso ogni poro artistico. “..Il tempo dei rimpianti è finito e poco importa del futuro…” (da Cosa rimarrà di me), sono parole di apparente rassegnazione, il “rantolo” di un urlo liberatorio per farsi ascoltare dal mondo o da una entità superiore, ma per contro alitano di una forza emozionale percorsa da raffinate melodie struggenti dalle sonorità anni ottanta-novanta, ma minuziosamente attualizzate dagli arrangiamenti di una equipe artistica di eccellente livello. La voce di granito di Tiberio dirompe in Dimensione follia, la migliore traccia del disco, una “maudite” allegorica sferzata di rock a cavallo fra Subsonica e la Valentino di Romantici (’82).

Alex Simone

http://www.tiberioferracane.it
http://www.myspace.com/tiberioferracane
Il disco di Tiberio è reperibile nei migliori negozi di dischi, nonché on line su http://www.itunes.com

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