LEDA BATTISTI: la voce flamenca d’Italia, si racconta a pochi mesi dall’uscita del suo nuovo album, e in procinto di regalare emozioni per l’Italia intera coi suoi concerti a tinte forti

  Leda Battisti

Con l’approssimarsi dell’estate, tornano i grandi concerti nelle piazze d’Italia, e alcuni artisti più di altri, riescono a catalizzare l’attenzione del pubblico, come nel caso di Leda Battisti; secondo sue testuali parole: La piazza è la vera gavetta, il pubblico non è pagante e devi conquistartelo ma è una sfida che mi piace, è difficile ma avvince. Nel suo nuovo cd in uscita a fine estate, la cantautrice di Rieti, con la sua voce colorita e la sua chitarra, ci accompagnerà nel suo nuovo percorso musicale di cui ci anticipa: Sarà un disco più rock del solito,  fondamentalmente latino, come i miei precedenti dischi, ma più ritmato e con sonorità nuove, un po’ alla Quentin Tarantino, anni’60-70, a tratti psichedelico, diciamo più maturo ed evolutivo. Per i pochi che non lo sapessero, il primo album di Leda, che uscì nel 1998, si distingue anche per le musiche flamenche di Ottmar Liebert, in cui Leda fonde voce e testi, dando luogo ad uno dei suoi migliori lavori pluripremiato dalla critica e amatissimo dal pubblico; in virtù di questa sua prima esperienza discografica, che l’ha vista trionfante anche in Grecia, dove ha raggiunto un’enorme popolarità balzando fino al primo posto in classifica, domando a Leda, se rientra nei suoi piani, tornare a collaborare con qualche altro grande nome della musica, fra i nomi a cui accenna, ci sono quelli di Zucchero e di Tiziano Ferro, ma il suo universo artistico e la sua grande umiltà, non mettono limiti al suo talento, che ha dato già i suoi frutti persino attraverso rappresentazioni teatrali quali, un recital su De Andrè e la più recente La surprise de l’amour ispirata all’omonima commedia di Marivaux, in cui Leda calca il palcoscenico insieme a Manuel Casella e ai colleghi Stefano Sani e Viola Valentino. Leda sente la musica visceralmente, entrando costantemente in simbiosi con essa. Secondo lei, la musica riesce a far rivivere nella maniera più concreta possibile il passato, ed è un viaggio del cuore e della mente. Ci spiega inoltre che il suo concetto d’amore, nelle sue canzoni, non è circoscritto al sentimento di coppia, ma è aperto verso gli altri e più che mai verso la natura con cui Leda ha un rapporto profondissimo, ci racconta infatti, di come nacque il suo secondo singolo L’acqua al deserto, un’autobiografica storia d’amore finita, che la magia del mare e delle dune della costa della Sardegna meridionale, le ispirarono. Per lei il mare regala sensazioni uniche, alita di infinito e di universo. In effetti, il rapporto di Leda col passato e con gli elementi cardine della natura: acqua, terra, fuoco e aria, sono continuamente ricorrenti nel suo sensibilissimo modo di essere. Leda aggiunge: Dentro la natura troviamo un amore panteistico, non solo etereo ma contemporaneamente sensuale e carnale. Leda manifesta un grande interesse verso l’arte in tutte le sue forme, non a caso definisce le sue canzoni come dei quadri, e come darle torto, le immagini che riesce a rendere tangibili con la sua musica, sono sogni appassionati e appassionanti. In questi giorni si prepara per la sua avventura concertistica lungo tutto lo stivale, di cui, appuntatevelo nel vostro taccuino, vi forniremo quante più tappe possibili. Saluto Leda fra le note di una delle sue più belle canzoni, Un fiume in piena, incantato come sempre dalla sua personalità unica.

Alex Simone

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